Genova, 12 ottobre 2025
La Biodomenica 2025 ha trasformato Piazza Matteotti in un palcoscenico del biologico: una giornata intera dedicata ai produttori liguri, ai visitatori curiosi e agli appassionati che cercano autenticità, ossigeno e comunità. Il mercato è stato animato da bancarelle di ortofrutta bio, conserve, pani, oli, birre agricole, vini naturali e formaggi a latte crudo. Laboratori, workshop e momenti di confronto hanno accompagnato la vitalità di un pubblico attento e desideroso di legami veri con il territorio.
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Il ruolo di Slow Food Genova: consulenza tecnica e coordinamento culturale
In questa edizione, Slow Food Condotta Genova è intervenuta non solo come partner culturale, ma anche come consulente tecnico per l’organizzazione della parte più delicata: la conferenza su zootecnia biologica e Cabannina e la degustazione guidata di formaggi a latte crudo.
Grazie all’expertise dei soci, Slow Food ha contribuito a:
- Selezionare le aziende casearie che meglio rispondono ai criteri del biologico, del latte crudo e della biodiversità.
- Supportare il disegno del percorso della degustazione: abbinamenti, ordine di assaggio, indicazioni sensoriali.
- Coordinare la logistica tecnica della conferenza (sound, microfoni, moderazione) e la comunicazione tematica della giornata.
- Garantire che il messaggio della razza Cabannina come presidio regionale fosse posto al centro del confronto: non solo un formaggio, ma un simbolo di resilienza agricola e tutela genetica.
Questo ruolo di supporto ha permesso che l’evento crescesse nel rigore, nella qualità dei contenuti e nella coerenza dei linguaggi con il mondo Slow Food.
La conferenza: biodiversità, latte crudo e micro organismi
Nel pomeriggio del 12 ottobre si è tenuto l’incontro “Zootecnia bio: la Cabannina e i suoi formaggi a latte crudo”, che ha visto la partecipazione di allevatori, tecnici, ricercatori e pubblico. Sono stati affrontati temi centrali:
- Il valore microbiologico e sensoriale del latte crudo, con i suoi microrganismi “amici”.
- Le sfide igienico-sanitarie e normative che limitano la diffusione di questa pratica, spesso simbolo di sovranità alimentare.
- L’importanza dei pascoli, della biodiversità foraggera e del paesaggio rurale per il sapore del formaggio.
- Il ruolo dei consumatori e delle comunità nel difendere la produzione artigianale locale.
Questo momento è stato un ponte culturale fra chi produce e chi consuma, fra chi difende un’eredità contadina e chi cerca scelte consapevoli nel piatto.



Il mercatino: un festival di storie e gusti
Durante tutta la giornata, il mercato ha ospitato decine di produttori liguri, ciascuno con la propria storia da raccontare. Dai coltivatori biologici dell’entroterra ai piccoli birrifici agricoli, fino ai pastori che trasformano latte crudo: ogni banco era una tessera di un mosaico che unisce sapori, fatica, relazioni.
Il pubblico ha potuto assaggiare, confrontarsi, acquistare prodotti genuini, e partecipare a dimostrazioni e laboratori. Il fermento culturale era palpabile: Biodomenica non è stato solo un mercato, ma un’occasione di comunità e dialogo sulla sostenibilità dell’agricoltura ligure.















