Domenica 12 ottobre, a Genova, la piazza, la scienza, gli allevatori e i casari si sono dati appuntamento per una giornata che ha raccontato cosa significa “fare biologico” oggi, valorizzando la produzione agricola e zootecnica, mettendo al centro la filiera, la biodiversità e il rapporto diretto fra chi produce e chi consuma.
Il mercato in Piazza Matteotti
Fin dalla mattina, Piazza Matteotti ha accolto venti più aziende biologiche liguri e “di confine”, che hanno riempito la piazza con ortaggi, pani, miele, formaggi, olio, vini, birre agricole, carni bio, food-truck e street-food.
Complice una giornata di sole, lo spazio si è animato di bandiere, bancarelle, dialoghi, assaggi e sorrisi — un mercato vivo, conviviale, che ha restituito al biologico la dimensione di incontro fra chi coltiva (e alleva) con rispetto e chi sceglie con consapevolezza.
















Il convegno: “La Cabannina e i suoi formaggi a latte crudo”
Nel pomeriggio, alle 16:00, presso la Sala del Consiglio della Camera di Commercio di Genova, si è tenuto il convegno che ha messo a fuoco un tema certo delicato ma centrale: la zootecnia biologica, i formaggi a latte crudo, la razza bovina autoctona Cabannina e il rapporto con la sicurezza alimentare.
Grazie alla collaborazione tecnica di Slow Food (che ha curato ospiti, coordinamento, relatori) e ad AIAB Liguria, il dibattito ha unito scienza, allevamento e filiera:
- L’introduzione è stata affidata a Stefano Chellini (Cooperativa Agricola Monte di Capenardo), che ha raccontato la zootecnia dell’Appennino ligure.
- Il presidente Alessandro Triantafyllidis ha chiarito il significato culturale e ambientale del biologico.
- Il tecnico-caseario e microbiologo Giampaolo Gaiarin (vicepresidente ONAF) ha approfondito il tema del latte crudo – microbiota, controlli, libertà produttiva.
- Angela Saba (Presidio Slow Food “Pecorino a latte crudo della Maremma”) ha parlato della vita in stalla, del rispetto per l’animale e dei ritmi naturali.
- Giulia Rubertelli (LA.CRU – Latte Crudo) ha portato il punto di vista della filiera nazionale.
- Paolo Castagnola (A’ Cimma, vicepresidente Slow Food Genova, APARC) ha raccontato la razza Cabannina come patrimonio ligure.
- Infine, dal pubblico interviene il dott. Giovanni Mercurio (Dirigente Veterinario, Servizio Igiene Allevamenti e Produzioni Zootecniche ASL 3 Genovese) è intervenuto dal pubblico sottolineando il valore del dialogo fra istituzioni, allevatori e consumatori.Il convegno è disponibile nella versione integrale (vedi embed video) e invita alla riflessione: un modello produttivo sostenibile, responsabile e trasparente è non solo possibile, ma già in atto.



📽️ Video integrale del convegno embedded qui sotto
La degustazione: formaggi a latte crudo ai Macelli44
Alle 18:00, presso l’Agri-Bistrot Macelli44, la giornata si è conclusa con una degustazione guidata – oltre 9 formaggi a latte crudo fatti da Amamaja, Agriturismo Il Filo di Paglia, Azienda Agricola Saba – accompagnati da vini naturali, birre agricole e sidri artigianali. Slow Food e Macelli44, localizzato in via dei Macelli di Soziglia, hanno curato l’ospitalità e la bontà di questa chiusura conviviale. Lo staff ha gestito una partecipazione ben oltre la capienza prevista, e le parole di ringraziamento vanno a tutti i presenti, ai produttori e al personale che hanno reso possibile un momento così ricco di gusto e di significato.














Un grazie particolare a Stefano Chiellini, Paolo Castagnola, Nicoletta Biticchi, che hanno collaborato a fondo all’organizzazione tecnica dell’evento; ai produttori, alle aziende, ai casari e allevatori che hanno lavorato con passione; agli operatori dello street-food e alle birrerie agricole intervenute; a tutti i partecipanti che hanno animato la piazza con curiosità e rispetto.
La Biodomenica 2025 è stata una giornata di incontro, racconto e condivisione — un invito a coltivare, scegliere e sostenere. E alla prossima edizione: la porta è aperta a chi vuole far parte attivo di questa rete, perchè insieme il bio funziona, la filiera conta e il territorio vince.



