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Condotta Giovanni Rebora · Mappatura del territorio

I produttori segnalati da Slow Food Genova

Le aziende agricole e artigiane della provincia di Genova e dei territori vicini, visitate e selezionate da chi fa parte della comunità di Slow Food Genova. Un catalogo che cresce man mano che le schede vengono verificate.

147 produttori · Genova e dintorni

147 produttori

Ape Contessa

Genova e dintorni · Genova

Il nome viene dal luogo: Monte Contessa, sulle alture di Sestri Ponente, un polmone verde che sale alle spalle di uno dei quartieri più industriali di Genova. Qui, tra boschi, fasce e macchia, le api di Ape Contessa trovano le fioriture spontanee delle colline del ponente genovese. Ape Contessa è una piccola realtà apistica legata a questo territorio. È la dimostrazione che anche a pochi passi da cantieri e aeroporto la natura resiste, e che le api ne sono le prime custodi. Scegliere il miele di un apicoltore del quartiere vuol dire sostenere chi si prende cura delle api e del verde intorno alla città, e assaggiare un prodotto che racconta i fiori delle nostre alture.

🍯 Miele

Apicoltura Parco Naturale delle Mura – Mauro Grella

Genova e dintorni · Genova

Sopra Genova corrono le Mura Nuove seicentesche, punteggiate di forti e circondate da boschi, prati e macchia mediterranea: è il Parco delle Mura, uno dei grandi polmoni verdi della città. Proprio qui, sulle alture di Sampierdarena, lavorano le api di Mauro Grella. Le sue arnie si trovano in un ambiente unico, dove la storia militare della città incontra la natura spontanea. Le api bottinano fioriture selvatiche lontane dall'agricoltura intensiva, a pochi minuti dal centro e dal porto. È apicoltura urbana nel senso più bello: un presidio di biodiversità ai margini della città, che ci ricorda quanta natura custodiscano ancora le colline genovesi. Scegliere il miele del Parco delle Mura vuol dire sostenere un apicoltore del territorio e portare in tavola il sapore dei fiori che crescono tra i forti di Genova.

🍯 Miele

Apicoltura Varni Elio

Genova e dintorni · Genova

Da 25 anni Elio Varni si dedica a un solo mestiere, l'apicoltura, e lo fa seguendo le api dove la natura offre il meglio. La sede è in Valpolcevera, alle spalle di Genova, ma i suoi alveari viaggiano con le stagioni. In inverno le api riposano vicino al mare, al riparo dal freddo. In primavera comincia il nomadismo: le arnie vengono portate nelle zone più adatte a ciascuna fioritura, fino al cuore del Parco dell'Antola. Lassù, tra faggete, castagneti e pascoli d'altura lontani da coltivazioni intensive e inquinamento, nascono i mieli più pregiati dell'azienda. Seguire le fioriture vuol dire conoscere a fondo il territorio: sapere quando fiorisce l'acacia nelle valli, quando il castagno, quando il tiglio o l'erica. È un lavoro faticoso e paziente, fatto di spostamenti notturni e di attenzione continua alla salute delle famiglie di api. Ma è anche l'unico modo per ottenere mieli monoflora che raccontano davvero un luogo e una stagione. Tutta la produzione è biologica certificata. Dagli alveari di Varni nascono mieli di acacia, castagno, tiglio, erica, melata e tarassaco, insieme a polline e pappa reale. La qualità è riconosciuta: l'azienda fa parte dei produttori del marchio "Miele del Parco" dell'Antola e nel 2024 ha ottenuto 2 api d'oro al concorso Mieli dei Parchi della Liguria. Scegliere il miele di Varni significa sostenere un'apicoltura artigianale che tutela le api e valorizza le aree protette dell'Appennino genovese.

🍯 Miele

Azienda Agricola Genta

Genova e dintorni · Genova

A Prà, l'azienda di Emanuele Genta coltiva basilico genovese tutto l'anno, in serra, con oltre duecento anni di storia familiare alle spalle. Le stagioni portano zucchine e pomodori, cetrioli d'estate, cavoli e barbabietole d'inverno: la stessa terra, colture diverse.

🍃 Basilico🥦 Ortaggi🌿 Erbe
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Azienda Agricola R & C. Di Rossi Ruggero

Genova e dintorni · Genova

A Prà, dove il basilico è di casa, Ruggero Rossi e Annamaria Carrea coltivano dal 1992 il Basilico Genovese DOP: piantine in pieno campo, raccolte a mano una per una, con la radice. Pannelli solari, biomassa e fertilizzanti organici per un impatto ambientale contenuto.

🍃 Basilico🌿 Erbe
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Azienda Agricola Tresgal

Genova e dintorni · Genova

A Campo Ligure, Paola Righeschi alleva galline, polli, conigli e maiali con metodo biologico, dal 2003. L'azienda Tresgal trasforma le carni in proprio: dal 2015 ha l'unico macello avicolo certificato ASL della Liguria, per polli, conigli e galline livornesi bianche.

🥩 Salumi e carni

Contadini della Vesima

Genova e dintorni · Genova

Tra Cogoleto e Genova, i Contadini della Vesima vendono cassette di verdura di stagione raccolta sul momento: si ordina online dal giovedì al venerdì, la consegna arriva il sabato. La lista dei prodotti cambia ogni settimana, secondo quello che i campi danno davvero.

🥦 Ortaggi🍎 Frutta

Gli Orti di Staglieno

Genova e dintorni · Genova

A Staglieno, papà Bernardo coltivava le fasce di famiglia dal 1952, tra i turni in fabbrica. Un aiuto per la raccolta delle olive si è trasformato in un mestiere: oggi, con Annalisa, raccoglie frutta e verdura di stagione, certificazione biologica ICEA, consegna a domicilio la sera.

🥦 Ortaggi🍎 Frutta

La tabacca

Genova e dintorni · Genova

Sulle alture di Genova Voltri, La Tabacca è un'azienda agricola ecologica e sociale: coltiva ortaggi di varietà locali, recupera un casale in bioedilizia e porta avanti percorsi di inclusione e formazione. In cucina, ingredienti a chilometro zero, fiori ed erbe spontanee del bosco.

🥦 Ortaggi🌿 Erbe

Macelli44 – Macelleria biologica e Agri-bistrot

Genova e dintorni · Genova

Via dei Macelli di Soziglia, centro storico di Genova. Carni biologiche da pascolo brado, salumi artigianali, frattaglie, carni frollate e cucina agricola. Macelli44 è il punto vendita diretto della Cooperativa Agricola Monte di Capenardo, che dal 1983 alleva bovini allo stato brado sulle montagne di Davagna, alle spalle di Genova. Aperta nel 2015, è stata la prima macelleria biologica della città. La bottega si trova in via dei Macelli di Soziglia, il caruggio che per secoli ha ospitato i banchi dei macellai genovesi. Lo ricorda anche l'edicola votiva messa nel 1724 dalla loro corporazione. La carne viene dai bovini Limousine della cooperativa, che vivono al pascolo tutto l'anno, e da altri piccoli allevamenti sostenibili: suini e polli biologici. Ci sono anche uova e una riserva di carni frollate a secco fino a 120 giorni. I macellai lavorano l'animale intero come si faceva una volta, dal disosso alla preparazione del banco, e cercano di valorizzarne ogni parte, "dal muso alla coda". In vendita ci sono trippe e frattaglie. Nel laboratorio di norcineria si preparano salumi senza nitriti, nitrati o conservanti chimici. La macelleria si rivolge a chi vuole mangiare meno carne, ma buona e prodotta in modo responsabile. Nel 2021 la cooperativa ha preso lo spazio della pescheria accanto, che stava per diventare una lavanderia a gettoni, e ci ha aperto l'agri-bistrot. A pranzo, all'aperitivo e a cena si mangiano le carni dell'allevamento, compresi i tagli meno nobili e il quinto quarto. Si accompagnano con ortaggi, formaggi, birre agricole e vini di piccole aziende dell'entroterra ligure.

🥩 Salumi e carni

Maltus Faber

Genova e dintorni · Genova

A Fegino, Genova, Maltus Faber produce birra artigianale dal 2008, nello stesso luogo dove agli inizi del Novecento sorgeva la fabbrica Cervisia. Rifermentazione in bottiglia, stile belga: saison, blanche, ambrata. Nei locali, una mostra permanente racconta la storia della birra genovese.

🍺 Birre
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Tutti giù per terra

Genova e dintorni · Genova

A Genova, affacciata sul mare, Senad Hrustic ha fondato nel 2015 l'azienda agricola sociale Tutti giù per terra: sette ettari e mezzo tra orti, olivi e allevamento. Fattoria didattica con pet therapy e percorso sensoriale, dove il contatto con la terra diventa anche cura.

🫒 Olio🥦 Ortaggi
📞

Azienda Agricola "Il Pulcino"

Val Polcevera · Serra Riccò

Il Pulcino nasce da una scelta coraggiosa: cambiare vita, mettere da parte paure e incertezze e ripartire dalla terra. A Serra Riccò, sulle colline della Valpolcevera, Giovanna Mele e la sua famiglia hanno dato vita a un'azienda agricola che vuole trasmettere l'amore per la natura e per gli animali, i valori su cui la famiglia si è sempre fondata. Si coltiva rispettando i tempi e i bisogni della terra. Frutta e verdura sono di stagione, a chilometro zero, coltivate in modo naturale, senza pesticidi né OGM. È un lavoro, raccontano, che mette alla prova ogni giorno, ma che ripaga con la meraviglia di vedere crescere quello che si semina. A guidare la famiglia in questo percorso ci sono i vecchi ricettari di nonna Maria. Da lì nascono i prodotti trasformati dell'azienda, con l'idea di far rivivere i sapori di una volta e quelle mangiate abbondanti e indimenticabili di casa. Il nome stesso racconta una storia di famiglia: "Pulcino" è la nipotina Nicole, che insieme a nonna Maria compare su ogni prodotto. In una valle segnata dall'industria e dalle grandi infrastrutture, Il Pulcino dimostra che l'agricoltura può ancora trovare spazio alle porte della città, e che le colline della Valpolcevera possono tornare a produrre cibo buono. Scegliere i prodotti del Pulcino vuol dire sostenere una giovane azienda familiare che ha scommesso sulla terra e sulla cucina di casa.

🥦 Ortaggi🍎 Frutta
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Azienda Agricola Canigea

Val Polcevera · Torrazza

A Torrazza, sulle colline di Sant'Olcese, Canigea coltiva un ettaro di terra: frutta e verdura di stagione, uova, cura del suolo. Un progetto agricolo comunitario, aperto a chi vuole partecipare con il tempo o le mani, tra orti, laboratori e cultura contadina.

🥦 Ortaggi🍎 Frutta
🐌 Presidio Slow Food⭐ Vacca cabannina

Azienda Agricola Il Mezzano

Val Polcevera · Serra Riccò

Gianpaolo Risso conduce Il Mezzano con la famiglia, a Serra Riccò: una decina di ettari di prato e altrettanti di bosco. Qui l'allevamento è il modo di tenere in piedi il territorio — i bovini trasformano in carne e salumi un foraggio che altrimenti non servirebbe a niente. Per questo la cabannina: pascola da sola e mangia più foraggio delle altre. È una scelta che ha un prezzo, perché non è una razza da carne e spingere la crescita con i mangimi non conviene: si allevano capi sempre sopra i diciotto, venti mesi.

Da non perdere: Razza bovina cabannina

Azienda Agricola “Gli Artisti”

Val Polcevera · Campomorone

A Campomorone, due musicisti genovesi, Daniele Franchi e Margherita Sandi, coltivano ortaggi con metodo naturale e allevano galline all'aperto. Dal 2023 anche pecore da latte, per formaggi e yogurt artigianali senza conservanti: un'azienda nata da un cambio di vita.

🧀 Formaggi🥦 Ortaggi

Zafferano Dei Giovi

Val Polcevera · Mignanego

A Giovi, sull'antica via del Sale, Zafferano dei Giovi coltiva lo zafferano in stimmi sui terreni di nonno Giovanni, con metodo biologico certificato. I fiori si raccolgono all'alba, prima che le api li visitino; gli stimmi sono essiccati entro dodici ore dalla raccolta.

Macelli44 – Cooperativa Agricola Monte di Capenardo

Val Bisagno · Capenardo

Allevamento a Capenardo, Davagna, sulle montagne alle spalle di Genova. Macelleria e agri-bistrot in via dei Macelli di Soziglia, nel centro storico. Carne bovina biologica da pascolo brado, salumi senza conservanti, suini, polli e uova. La Cooperativa Agricola Monte di Capenardo è nata nel 1983 a Davagna, quando venti soci hanno cominciato ad allevare vacche e cavalli allo stato brado. L'obiettivo era rendere di nuovo produttivi terreni abbandonati. I campi, un tempo coltivati, erano ormai incolti e nessuno li sfalciava più: bisognava impedire al bosco di prendere il sopravvento. Oggi è una delle aziende agricole più grandi della provincia di Genova. Alleva circa 150 bovini in biologico certificato ICEA, che vivono all'aperto tutto l'anno su più di 200 ettari di pascolo e bosco. La razza è la Limousine, una razza rustica scelta dopo una sperimentazione di allevamento estensivo nella vicina Bavari. Gli animali mangiano erba e non ricevono né antibiotici né OGM. L'allevamento si può visitare in qualsiasi momento, ma per incontrare chi ci lavora conviene avvisare. Nel 1998 la cooperativa è stata la prima in Liguria a consegnare a domicilio i pacchi famiglia di carne. Nel 2015 ha aperto Macelli44, la prima macelleria biologica di Genova, in via dei Macelli di Soziglia. È il caruggio storico delle botteghe di carne, dove un'edicola votiva del 1724 ricorda la corporazione dei macellai. Oltre alla carne dell'allevamento, la macelleria vende quella di altri piccoli allevamenti sostenibili. I macellai lavorano ancora "a bottega", dal disosso al banco, e dell'animale non si spreca niente. Si vendono trippe e frattaglie, e nel laboratorio di norcineria si fanno salumi senza nitriti, nitrati o altri conservanti. C'è anche una riserva di carni frollate a secco fino a 120 giorni. La macelleria si rivolge dichiaratamente a chi vuole mangiare meno carne ma di qualità: flexitariani, "riduzionisti" e perfino qualche vegetariano che la compra per altri. Dal 2021, al posto della vecchia pescheria accanto, c'è l'agri-bistrot. In cucina si usano le carni della cooperativa insieme a ortaggi, formaggi, birre agricole e vini di piccole aziende dell'entroterra ligure.

🥩 Salumi e carni🐄 Limousine

Zafferano di Rosso

Val Bisagno · Piane di Rosso

A Piane di Rosso, sopra Davagna, Daniel Fida coltiva zafferano dal 2010: l'unico produttore in Liguria, tra pochissimi in Italia. Con agricoltura naturale, senza alcun fertilizzante, ha affiancato allo zafferano alloro, rosmarino e rabarbaro, in un progetto nato con due amici e portato avanti oggi da solo.

🌿 Erbe
🐌 Presidio Slow Food⭐ Vacca cabannina

A Çimma

Valle Scrivia · Montoggio

A Montoggio, Paolo Castagnola e Laura allevano vacche di razza cabannina al pascolo, dal 2012. Con il loro latte crudo, senza fermenti industriali, nascono la formaggetta e la prescinsêua: due prodotti del Presidio Slow Food della razza bovina cabannina.

🧀 Formaggi

Da non perdere: Razza bovina cabannina

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🐌 Presidio Slow Food⭐ Vacca cabannina

Autra

Valle Scrivia · Savignone

Ad Autra, tra Savignone e Val Brevenna, la famiglia Bagnasco ha recuperato terre incolte a partire dai primi anni Ottanta. Capre e vacche di razza cabannina pascolano tra boschi di quercia e castagno; il latte diventa formaggette, caprini e ricotta nel caseificio aziendale.

🧀 Formaggi

Da non perdere: Razza bovina cabannina · Sciroppo di rose

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Autra

Valle Scrivia · Savignone

Ad Autra, tra Savignone e Val Brevenna, la famiglia Bagnasco ha recuperato terre incolte a partire dai primi anni Ottanta. Capre e vacche di razza cabannina pascolano tra boschi di quercia e castagno; il latte diventa formaggette, caprini e ricotta nel caseificio aziendale.

🧀 Formaggi

Birriciclo Plurale

Valle Scrivia · Montoggio

A Montoggio, in Alta Valle Scrivia, Federico Giuffra ha fondato nel 2013 il birrificio Plurale, dopo un periodo a New York tra i pionieri della birra artigianale americana. Dal 2016 produce in proprio, con il mastro birraio Riccardo: golden ale, india pale ale, weizen e altri stili.

🍺 Birre
📞

Birrificio La Superba

Valle Scrivia · Busalla

Busalla, Valle Scrivia, entroterra genovese. Birre artigianali crude, a bassa e alta fermentazione. Il Birrificio La Superba è nato nel 2010, quando Andrea Mura ha avviato la produzione dopo anni di formazione nel mondo della birra in giro per l'Italia. Il nome è un omaggio a Genova e riprende l'appellativo che Petrarca diede alla città nel 1358. Il birrificio però è nato a Busalla, borgo collinare sulle sponde dello Scrivia. Oggi ci lavorano Andrea, Luca e Serena. L'impianto ha una sala cottura da 10 ettolitri e una produzione media di circa 700 ettolitri l'anno. Le birre sono crude, cioè né pastorizzate né filtrate, e prive di additivi e conservanti. Il birrificio unisce tecnologie moderne alla cultura birraria di un tempo e preferisce cotture a basse temperature per preservare aromi e sapori. Il birrificio dichiara di usare ingredienti genuini o a km 0. Anche i cereali, spiega, vengono raccolti in Valle Scrivia o nelle valli vicine. Per aromatizzare usa ingredienti del territorio ligure, dal basilico ai petali di rosa. Tra le sue particolarità c'è una birra al basilico, un sapore che richiama subito Genova. La gamma parte dagli stili classici tedeschi, inglesi e belgi e aggiunge prodotti legati al territorio. Comprende, tra le altre, una birra alla castagna, un'ambrata doppio malto, una stout, una weiss e le etichette Genova, Caea, Regina, Serena, Marylin e Puro Sangue. Le birre si bevono alla spina alla Scialleria, il locale del birrificio a Busalla, dove sono anche ingredienti di diverse ricette. Si possono acquistare anche dallo shop online.

🍃 Basilico🍺 Birre

Cascina Salvega di Ottonello Rita

Valle Scrivia · Casella

A Casella, in Val Scrivia, Rita Ottonello coltiva rose antiche per lo sciroppo, Presidio Slow Food, dal 2004. Alleva capre camosciate, pecore, galline e api, e propone visite guidate tra castagneti e sentieri: si arriva anche con il trenino storico di Casella.

🍯 Miele🫙 Conserve
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🐌 Presidio Slow Food⭐ Vacca cabannina

Casone

Valle Scrivia · Savignone

A Savignone, Chiara Mirolo alleva vacche di razza cabannina, iscritta al Presidio Slow Food della razza bovina cabannina. Una piccola azienda dell'entroterra genovese che custodisce una razza autoctona ligure, robusta e adatta al pascolo di montagna.

🧀 Formaggi

Da non perdere: Razza bovina cabannina

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🐌 Presidio Slow Food

Fabbrica Birra Busalla

Valle Scrivia · Savignone

A Savignone, vicino al casello di Busalla, la Fabbrica di Birra Busalla ha riaperto nel 1999 nello stesso edificio dove si produceva birra tra il 1905 e il 1929: primo microbirrificio ligure. Solo acqua, malti e luppolo selezionati, senza pastorizzazione; tra le birre, la Castagnasca alle castagne.

🍺 Birre

Da non perdere: Sciroppo di rose

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Gli Orti di Cortino

Valle Scrivia · Casella

A Cortino, sopra Casella, gli Orti di Cortino coltivano frutta e verdura di stagione con metodo biologico, insieme a frutti di bosco selvatici. In laboratorio nascono conserve, farina di ceci e di mais, sidro e aceto di mele selvatiche: la trasformazione che allunga la vita dell'orto.

🥦 Ortaggi🍎 Frutta🌾 Farine e cereali🫙 Conserve
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🐌 Presidio Slow Food⭐ Vacca cabannina

I Crosi

Valle Scrivia · Valbrevenna

A Crosi, borgo abbandonato della Valbrevenna, Emanuele Capra si è trasferito da solo a diciannove anni. Dal 2000, quando arrivò la prima manza Crosa, alleva vacche di razza cabannina: oggi il latte diventa formaggio secondo il protocollo del Presidio Slow Food.

🧀 Formaggi

Da non perdere: Razza bovina cabannina

Azienda Agricola I Piani

Valle Stura · Masone

A Masone, nel Parco del Beigua, le vacche dell'azienda I Piani pascolano libere tra erba, fiori ed essenze spontanee: il latte cambia sapore con le stagioni. Dal 2008 l'azienda produce formaggi di mucca e capra e accoglie visitatori nei fine settimana, su prenotazione.

🧀 Formaggi
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🐌 Presidio Slow Food

Dalpian Il Sottobosco

Valle Stura · Tiglieto

A Tiglieto, ai confini del Parco del Beigua, Luca Dalpian raccoglie frutti di bosco — mirtilli, lamponi, more, fragoline — con metodo biologico. Lo sciroppo di rose è Presidio Slow Food; funghi, verdure e ortaggi del sottobosco diventano conserve, salse e mostarde.

🍎 Frutta🫙 Conserve

Da non perdere: Chinotto di Savona · Sciroppo di rose

🐌 Presidio Slow Food⭐ Vacca cabannina

Azienda Agricola "I crosi"

Val Trebbia · Crosi

A Crosi, borgo abbandonato della Valbrevenna, Emanuele Capra si è trasferito da solo a diciannove anni. Dal 2000, quando arrivò la prima manza Crosa, alleva vacche di razza cabannina: oggi il latte diventa formaggio secondo il protocollo del Presidio Slow Food.

🧀 Formaggi🥩 Salumi e carni

Da non perdere: Razza bovina cabannina

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🐌 Presidio Slow Food

Azienda Agricola Michele Ravera

Val Trebbia · Rovegno

In alta Val Trebbia, a Rovegno, Michele Ravera coltiva varietà antiche di patate — kennebec, désirée, quarantina, cannellina nera — e cereali macinati a pietra. Aderisce alla campagna Slow Grains "Tutta farina del nostro sacco", insieme ad altri produttori dell'Appennino genovese.

🥦 Ortaggi🍎 Frutta🌾 Farine e cereali

Da non perdere: Sciroppo di rose

Azienda Agricola Obbi Apicoltura

Val Trebbia · Torriglia

A Torriglia, in alta Val Trebbia, l'azienda agricola Obbi si dedica all'apicoltura con metodo biologico. Una piccola realtà dell'entroterra genovese, tra i boschi dell'Appennino, dove le api lavorano lontano dal traffico e dall'agricoltura intensiva.

🍯 Miele
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Azienda Agricola Mooretti

Val d'Aveto · Allegrezze

Ad Allegrezze, sopra Santo Stefano d'Aveto, in Val d'Aveto, Massimo Monteverde alleva animali di montagna e coltiva varietà antiche di patate. Nel caseificio aziendale nascono formaggi e yogurt; farine e patate si aggiungono alla vendita diretta, che arriva ogni venerdì fino al Tigullio e a Genova.

🧀 Formaggi🥦 Ortaggi🌾 Farine e cereali

Azienda agricola Mulino di gramizza

Val d'Aveto · gramizza

Sul torrente Gramizza, in Val d'Aveto, un mulino degli anni Cinquanta macina ancora grano, mais e castagne con la forza dell'acqua. L'azienda coltiva patate, cipolle e ortaggi su circa quindici ettari e alleva bovini di razza piemontese al pascolo da primavera ad autunno.

🥦 Ortaggi🍎 Frutta🌾 Farine e cereali
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Mooretti

Val d'Aveto · Santo Stefano d'Aveto

Ad Allegrezze, sopra Santo Stefano d'Aveto, in Val d'Aveto, Massimo Monteverde alleva animali di montagna e coltiva varietà antiche di patate. Nel caseificio aziendale nascono formaggi e yogurt; farine e patate si aggiungono alla vendita diretta, che arriva ogni venerdì fino al Tigullio e a Genova.

🧀 Formaggi🥦 Ortaggi🌾 Farine e cereali
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Villa Rocca

Val d'Aveto · Rezzoaglio

A Rezzoaglio, l'azienda Villa Rocca coltiva la patata quarantina e produce farina di mais. Dal 2009 conserva circa cinquecento varietà antiche di patate da tutto il mondo: un campo catalogo che ogni anno, a fine settembre, apre al pubblico con il Parco dell'Aveto.

🥦 Ortaggi🌾 Farine e cereali
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Azienda Agricola Solari Carmela

Val Fontanabuona · San Colombano Certenoli

A Pian dei Cunei, in Val Fontanabuona, Giancarlo Aveggio coltiva il vitigno autoctono Cimix per il vino, insieme a olio extravergine, zafferano e basilico ligure. Riceve su appuntamento chi vuole conoscere da vicino i prodotti di questo angolo di entroterra genovese.

🍃 Basilico🍷 Vino🫒 Olio🌿 Erbe

Inta costa

Val Fontanabuona · Cassanesi

A Cassanesi, frazione di Tribogna, nell'entroterra del Golfo Paradiso, un'azienda agricola biologica lavora la terra secondo i principi del metodo biologico. Una piccola realtà del territorio, ancora da raccontare più da vicino.

🐌 Presidio Slow Food⭐ Vacca cabannina

Az. Agr. Dolce Fiorita

Tigullio · Rapallo

Sulle colline sopra Rapallo, Simone Altemani alleva capre di razza saanen e vacche cabannine e produce formaggi freschi e stagionati, yogurt e caprino: il Gambero Rosso lo ha segnalato tra i migliori formaggi italiani. Niente sostanze chimiche, cura per gli animali e per la terra.

🧀 Formaggi

Da non perdere: Razza bovina cabannina

Azienda Agricola Orseggi

Tigullio · Lavagna

A Lavagna, la famiglia Raggio coltiva olivi dal 1997: da due ettari iniziali oggi sono sei, con duemilaquattrocento piante di lavagnina, razzola e rossese. L'olio DOP Riviera Ligure ha vinto la Sirena d'Oro di Sorrento nel 2005. Fattoria didattica e agriturismo.

🫒 Olio🥦 Ortaggi

Azienda Agricola Radical Farmhouse

Tigullio · Lavagna

A Lavagna, a pochi passi dal mare, Segundo Achinelli e Caterina Ravano coltivano un orto rigenerativo: pochi attrezzi manuali, lavorazione minima del suolo, consociazioni tra piante secondo tecniche antiche. Con i raccolti cucinano per gli ospiti, spesso al fuoco vivo.

🫒 Olio🥦 Ortaggi🌿 Erbe🫙 Conserve
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Fescion Farmers

Tigullio · Rapallo

A San Massimo di Rapallo, Fabio Costantini coltiva la terra lavorata prima da suo padre e da suo nonno: ortaggi di stagione su terrazze, api, capre, asini e vacche di razza cabannina, con metodo biologico. Racconta il lavoro agricolo anche online, a chi non lo conosce da vicino.

🍯 Miele🥦 Ortaggi

Galhop

Tigullio · Rapallo

A San Massimo di Rapallo, il birrificio Galhop cresce il proprio luppolo per una birra a chilometro zero, dal 2014. Accanto a Bang, Splash e Flop, le birre "Random" sperimentano: una con fieno delle Cabanne in Val d'Aveto, un'altra con miele di castagno.

🍺 Birre
📞

azienda agricola Tomato de Ma'

Tigullio · Lavagna

A Lavagna, l'azienda agricola Tomato de Ma' coltiva pomodori e ortaggi di stagione, con vendita diretta in azienda. Una piccola realtà a conduzione familiare, nell'entroterra del Tigullio che scende verso il golfo, terra storicamente vocata agli orti e agli uliveti.

🥦 Ortaggi

Apemario

Valle Sturla · Borzonasca

In Val Fontanabuona, Annalisa, Davide, Diego e Federico si occupano di apicoltura, uniti dalla scelta di una vita più semplice, lontana dai ritmi della città. Il progetto Apemario nasce dalla cura delle api e dal desiderio di un modello di sviluppo diverso.

🍯 Miele

Cooperativa Agricola Rurale Isola di Borgonovo

Valle Sturla · Mezzanego

A Mezzanego, in Val Fontanabuona, la Cooperativa Isola di Borgonovo produce olio extravergine DOP Riviera Ligure e crema di nocciole Misto Chiavari nel proprio frantoio, nato nel 2005. Recupera oliveti e noccioleti abbandonati con il progetto "Adotta un ulivo".

🫒 Olio🍎 Frutta🌾 Farine e cereali🫙 Conserve
🐌 Presidio Slow Food⭐ Vacca cabannina

Vincavacca

Valle Sturla · Borzonasca

A Borzonasca, l'azienda Vincavacca alleva vacche di razza cabannina, del Presidio Slow Food: al pascolo tra Val Sturla e Val d'Aveto da marzo a dicembre, foraggio locale biologico d'inverno. Poco latte, ma di qualità: la base per formaggi che arrivano anche in cucine importanti.

🧀 Formaggi

Da non perdere: Razza bovina cabannina

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Azienda Agricola Costa de Zerli

Val Graveglia · Ne

A Costa di Zerli, nel comune di Ne, l'azienda coltiva la cipolla rossa di Zerli e la patata quarantina, prodotti agroalimentari tradizionali della Val d'Aveto, insieme a farina di castagne, vino e distillati. Storica realtà familiare, fa parte dei produttori del Parco dell'Aveto.

🥦 Ortaggi🍎 Frutta
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La Ricolla

Val Graveglia · Ne

A Ne, in Val Fontanabuona, Daniele Parma produce vino con metodo biodinamico: osservazione dei cicli naturali, fermentazioni spontanee, affinamento in anfore di terracotta. Dal 2020 fa parte della famiglia Triple A. I vini portano nomi in dialetto genovese: Berette, Òua, Toseo, Sarvego.

🍷 Vino

Azienda Agricola Il Mulino di Barry

Val Petronio e Levante · Castiglione Chiavarese

A Castiglione Chiavarese, Marco e Barbara coltivano cinque ettari a terrazze, tra vigne, ulivi e frutteto. Vitigni autoctoni come bianchetta genovese, vermentino e ciliegiolo diventano vino chiuso con tappo a vite, primi in Liguria a farlo dal 2021. Il nome viene dal mulino del nonno Beppin.

🍷 Vino

Azienda Agricola LIGGIA DU MARE'

Val Petronio e Levante · Sestri Levante

A Sestri Levante, l'azienda Liggia du Marè alleva pecore e capre: il latte diventa ricotta e formaggio secondo la tradizione locale. Accanto all'allevamento, cura ulivi e orto. Una piccola realtà familiare della costa del Tigullio, tra mare ed entroterra.

🧀 Formaggi🥦 Ortaggi

Azienda Agricola La Canonica Baxaicò

Val Petronio e Levante · Castiglione Chiavarese

A Castiglione Chiavarese, Andrea ed Enrica coltivano piantine di basilico e le trasformano in pesto nel loro ristorante, La Calanca, a Sestri Levante. Il nome, La Canonica, viene dal luogo dove il suocero di Andrea, arrivato da Carro negli anni Trenta, vendeva prodotti agricoli.

🍃 Basilico🌿 Erbe
📞
🐌 Presidio Slow Food

Azienda Agricola Tassisto Pietro

Val Petronio e Levante · Casarza Ligure

A Casarza Ligure, Pietro Tassisto alleva vacche di razza cabannina, la razza bovina autoctona ligure protetta dal Presidio Slow Food. Una piccola mandria, il pascolo e la trasformazione del latte tengono viva una tradizione zootecnica che rischiava di scomparire.

Da non perdere: Razza bovina cabannina

🐌 Presidio Slow Food⭐ Vacca cabannina

Agriturismo Il Filo di Paglia

Val di Vara e Cinque Terre · Pavareto

A Pavareto, in alta Val di Vara, lo chef Marco Azaghi ha lasciato i ristoranti del Tigullio per fare l'allevatore, il norcino e il casaro. Il Filo di Paglia lavora carne, formaggi a latte crudo, ortaggi biologici, pasta e pane fatti in casa: la filiera è tutta interna all'azienda.

🧀 Formaggi🥦 Ortaggi🥩 Salumi e carni

Da non perdere: Razza bovina cabannina

🐌 Presidio Slow Food

Antico Albergo Amici

Val di Vara e Cinque Terre · Varese Ligure

A Varese Ligure, l'Antico Albergo Amici è uno dei due locali che preparano ancora i croxetti secondo la tradizione, Presidio Slow Food: la pasta a forma di moneta, decorata con gli stampi di legno intagliati a mano, che un tempo il padre dello sposo regalava alla nuora.

Da non perdere: Croxetti di Varese Ligure

Azienda Agricola I Cerri

Val di Vara e Cinque Terre · Carro

A Carro, in Val di Vara, la famiglia Cerri coltiva la vigna dai primi anni Ottanta: oggi tre ettari di albarola, vermentino e ciliegiolo, senza pesticidi né diserbanti, concimati con il letame degli allevatori dell'alta valle. La cantina, costruita nel 2014, è a meno di un chilometro dai filari.

🍷 Vino
🐌 Presidio Slow Food

L'Osteria Du Chicchinettu

Val di Vara e Cinque Terre · Varese Ligure

A Varese Ligure, in piazza Mazzini, l'Osteria Du Chicchinettu prepara i croxetti, Presidio Slow Food: pasta impastata con farina, tuorlo d'uovo e acqua tiepida, poi incisa a mano, faccia per faccia, con stampi di legno tramandati in famiglia. Si serve al sugo di carne, alla maggiorana o al pesto.

Da non perdere: Croxetti di Varese Ligure

🐌 Presidio Slow Food

Laboratorio Picetti

Val di Vara e Cinque Terre · Varese Ligure

A Varese Ligure, Alessandra e Monica Picetti intagliano a mano gli stampi di legno per i croxetti, la pasta-moneta del Presidio Slow Food. Portano avanti il laboratorio del padre Pietro, scomparso nel 2020: ogni stampo riproduce stemmi, rosette o spighe di grano, secondo disegni tramandati da generazioni.

🌾 Farine e cereali🫙 Conserve

Da non perdere: Croxetti di Varese Ligure

Taverna de Vara

Val di Vara e Cinque Terre · Torza

A Torza, nel comune di Maissana, la Taverna del Vara produce birra artigianale dal 2015, nella casa di famiglia dove un tempo si imbottigliavano gassose. Dal 2014 coltiva il proprio luppolo, oggi circa mille piante tra Cascade e Chinook: fa parte del Biodistretto della Val di Vara.

🍺 Birre
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Taverna del Vara

Val di Vara e Cinque Terre · Torza

A Torza, nel comune di Maissana, la Taverna del Vara produce birra artigianale dal 2015, nella casa di famiglia dove un tempo si imbottigliavano gassose. Dal 2014 coltiva il proprio luppolo, oggi circa mille piante tra Cascade e Chinook: fa parte del Biodistretto della Val di Vara.

🍺 Birre

Azienda Agricola Cian Cianin

Cinque Terre · Riomaggiore

"Cian cianin" in dialetto vuol dire "piano pianino", ed è la filosofia di tutta l'azienda. Cian Cianin nasce nel 2018 dal sogno di Margherita Barberotti e Valentina Melani, che si definiscono vignaiole biodinamiche e sognatrici intraprendenti. Il loro progetto è recuperare, con lentezza e rispetto, le vigne e i terreni abbandonati sulle alture di Riomaggiore, per ridare valore al territorio e alla sua tradizione agricola. Nelle Cinque Terre ogni vigna recuperata è un pezzo di paesaggio che torna a vivere: muretti a secco rimessi in piedi, fasce strappate al bosco e ai rovi, terreni che senza cura franerebbero verso il mare. In vigna si lavora in biologico fin dall'inizio, e dopo un periodo di studio l'azienda è passata all'agricoltura biodinamica. Si usano sovescio, inerbimento, concimazione naturale e preparati biodinamici, con zolfo e quantità ridotte di rame. Anche in cantina l'intervento è minimo. Le fermentazioni sono spontanee, senza controllo della temperatura, le filtrazioni e le chiarifiche si fanno solo se servono e la solforosa è ridotta al minimo. L'obiettivo è accompagnare il vino nel suo sviluppo nel modo più delicato possibile, conservandone autenticità e vitalità. Tra le etichette ci sono il bianco Aut Aut, il rosato Velia e Contatto. Scegliere i vini di Cian Cianin vuol dire sostenere due giovani vignaiole che, un passo alla volta, restituiscono vita ai terrazzamenti delle Cinque Terre.

🍷 Vino
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Azienda Agricola Vétua

Cinque Terre · Monterosso al Mare

Monterosso al Mare, Parco Nazionale delle Cinque Terre. Vini bianchi da vitigni autoctoni, Sciacchetrà e un rosso. Vétua è nata nel 2010 a Monterosso, sulla collina di Vettora, che in dialetto si chiama Vétua. Per generazioni è stata una delle zone che producevano più vino Cinque Terre DOC. L'azienda è nata dopo il ritrovamento di tre antichi vitigni autoctoni, Piccabùn, Frappelà e Brujapagià, recuperati in collaborazione con il CNR. Alla base del progetto c'è l'idea che il sapere contadino non vada perso e che la terra, se rispettata, possa ancora dare da vivere. L'azienda è nata dal sogno di Cristoforo, papà di Rosy, e dall'impegno del genero Sebastiano. Hanno cominciato con pochi attrezzi e molta passione. Le vigne sono poco più di mezzo ettaro affacciato sul mare, lungo il Sentiero Azzurro tra Monterosso e Vernazza, e prendono il sole dall'alba al tramonto. Oltre ai tre vitigni ritrovati ci sono le uve tradizionali delle Cinque Terre: Bosco, Albarola e Vermentino. La conduzione è familiare e la vigna si lavora a mano, senza diserbanti né concimi chimici. Dopo due annate di Cinque Terre DOC, nel 2010 e 2011, con la vendemmia 2012 è arrivato il Bianco di Vétua. È un uvaggio di Bosco, Albarola e Vermentino con una piccola parte dei tre vitigni recuperati, ed è stato inserito tra i Top Hundred del Golosario. Con le stesse uve si fa lo Sciacchetrà, il passito tipico delle Cinque Terre. Completano la gamma l'Ö di Vétua e un rosso, Il Sogno della Sirena, da merlot, cabernet sauvignon e sangiovese. In mezzo al vigneto l'azienda ha allestito un punto degustazione dove accoglie gli ospiti e racconta i suoi vini.

🍷 Vino
🐌 Presidio Slow Food

Cantina Crovara

Cinque Terre · Manarola

🍷 Vino

Da non perdere: Cinque Terre Sciacchetrà

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🐌 Presidio Slow Food

Cian du Giorgy Winery

Cinque Terre · Vernazza

Da non perdere: Cinque Terre Sciacchetrà

Primaterra

Cinque Terre · Riomaggiore

🍷 Vino

Wild Farm Cürnigia

Cinque Terre · Corniglia

Corniglia, Parco Nazionale delle Cinque Terre. Ortaggi locali, limoni, olive e prodotti trasformati da materie prime coltivate in modo naturale. Wild Farm Cürnigia è nata nell'ottobre del 2020 dall'iniziativa di Lorenzo e Gianpaolo, amici da sempre, cresciuti tra Corniglia e Monterosso. Durante il primo lockdown hanno messo da parte i programmi dopo la laurea e i progetti di lavoro all'estero. Hanno cominciato a pulire e recuperare i terreni della mamma di Lorenzo, ricostruendo i muretti a secco crollati, e da lì hanno capito cosa volevano fare davvero. Il nome viene dal wild farming, "agricoltura selvaggia": un'alternativa all'agricoltura industriale che recupera i terreni incolti. Si piantano colture autoctone consociate, che sostengono l'ecosistema naturale e le filiere alimentari locali. Negli appezzamenti recuperati si coltivano diversi ortaggi locali e sono stati ripristinati vecchi uliveti dimenticati. Tra i progetti principali c'è un limoneto di 200 piante su terreni abbandonati da quarant'anni, realizzato con zeroCO2. Per affrontare la siccità, che a Corniglia dipende anche da un sistema idrico molto vecchio, l'azienda usa l'irrigazione a goccia insieme a sistemi agroforestali. Sotto i limoni crescono pomodori, melanzane, friggitelli e cipolle. L'azienda si definisce un'"azienda agricola 2.0" e affianca alla coltivazione il turismo esperienziale. L'obiettivo è far vivere ai visitatori le tradizioni locali e mostrare delle Cinque Terre un'immagine più autentica di quella da cartolina, anche fuori stagione. Il progetto prevede inoltre un orto didattico e una fattoria con animali aperti a scuole, bambini e associazioni. Da marzo a settembre si può visitare il laboratorio dell'azienda a San Bernardino, sopra Vernazza.

🫒 Olio🥦 Ortaggi🍎 Frutta🌿 Erbe

Azienda Agricola Ottaviano Lambruschi

Val di Magra · Castelnuovo Magra

Metà degli anni Settanta: nella Lunigiana, a cavallo tra Liguria e Toscana, lavorare nelle cave di marmo di Carrara vuol dire avere un posto sicuro. Ottaviano Lambruschi fa il cavatore, ma ha in testa un'altra idea: coltivare la vite e fare vino. In un'epoca in cui tutti abbandonavano la campagna, lui va controcorrente. Lascia le cave e con i soldi della liquidazione compra un pezzo di bosco in località Costa Marina, sulle colline di Castelnuovo Magra. Lo disbosca e lo trasforma in vigneto, piantando le prime barbatelle di Vermentino, con l'aiuto e l'entusiasmo del fratello Alessandro. Il nome Costa Marina dice già tutto: da lassù si vede il mare. Da quella vigna nasce il primo vino dell'azienda, che è ancora oggi il suo più rappresentativo e uno dei cru più noti dei Colli di Luni. Negli anni Ottanta entra in azienda il figlio Fabio, con un diploma in agrotecnica, e porta in cantina le tecniche più moderne senza abbandonare la tradizione. Più tardi arriva anche la figlia Ylenia, che segue la parte commerciale. L'azienda è cresciuta ma è rimasta familiare e profondamente radicata nel suo territorio. I vigneti sono per l'80% in collina e allevati a guyot. Dai filari più bassi, con le piante più giovani, nasce il Colli di Luni Vermentino. Da quelli più alti nascono i due cru, Costa Marina e Il Maggiore. Il Costa Marina cresce a 220 metri su un terreno sassoso di argille grigie e rosse, ricco di minerali. Accanto ai bianchi c'è un rosso, il Maniero, da Sangiovese, Merlot e Ciliegiolo. La storia di Ottaviano è quella di chi ha scommesso sulla terra quando nessuno ci credeva. Scegliere i suoi vini vuol dire sostenere una famiglia che ha contribuito a far conoscere il Vermentino dei Colli di Luni.

🍷 Vino

Le Felce

Val di Magra · Ortonovo

🍷 Vino

Dell'Erba Azienda Agricola

Savonese · Reg. Marixe

Dell'Erba è una piccola azienda nata di recente dall'incontro tra la tradizione di famiglia e la voglia di una nuova generazione di far conoscere il proprio territorio. A guidarla è la giovane Giulia, insieme ai genitori. L'azienda sta a cavallo tra mare ed entroterra. I vigneti, circa tre ettari divisi in due appezzamenti e circondati dai boschi, si trovano nella piana di Albenga, allevati a guyot su terra rossa argillosa. Gli uliveti di taggiasca sono invece a Lavina, frazione di Rezzo, a 600 metri di quota nell'entroterra imperiese, su fasce sostenute da muretti a secco. Accanto a Pigato e Vermentino, i due bianchi simbolo della Riviera di Ponente, l'azienda coltiva il Rossese di Campochiesa, detto anche Rossese d'Albenga. È una varietà rara, diffusa su pochissimi ettari e diversa dal più noto Rossese di Dolceacqua, e qui diventa un rosato. In cantina la produzione è piccola e curata. Il Pigato "Mareggio" prende il nome dalle mareggiate che battono la costa, e l'uva viene raccolta in due passaggi a quindici giorni di distanza, per avere insieme freschezza e struttura. Il Vermentino si chiama "Soffio di Ponente", il rosato "Rugiada". Completano la gamma un Pigato spumante e l'olio extravergine di taggiasca. Per Dell'Erba la vigna è anche un luogo d'incontro: ospita degustazioni al tramonto tra i filari e, ogni anno, opere di artisti locali esposte tra le viti. Scegliere Dell'Erba vuol dire sostenere una giovane famiglia che investe nella piana di Albenga e custodisce un vitigno raro.

🍷 Vino🫒 Olio
🐌 Presidio Slow Food

Agricola di Valleggia Società Cooperativa Agricola

Savona e dintorni · Valleggia

A Valleggia, frazione di Quiliano, la cooperativa Agricola di Valleggia riunisce dal 1945 i produttori dell'albicocca di Valleggia, Presidio Slow Food: buccia sottile color arancio, punteggiata di ruggine. È una delle due cooperative che tutelano il marchio, insieme a una trentina di coltivatori.

🍎 Frutta

Da non perdere: Albicocca di Valleggia

Altavia

Savona e dintorni · Savona

Il nome viene dall'Alta Via dei Monti Liguri, il sentiero che corre lungo il crinale di tutta la Liguria, dalle Alpi all'Appennino. È una dichiarazione d'intenti: una birra che nasce dalla montagna ligure e ne porta il sapore. Tutto comincia nel 2016 a Sassello, quando quattro amici decidono di recuperare un vecchio castagneto per coltivarci orzo e luppolo. Nasce così il primo birrificio agricolo della Liguria. Oggi a Sassello ci sono circa 4.000 metri quadrati di luppoleto e campi d'orzo, e le arnie dell'azienda forniscono il miele usato in alcune ricette. Il legame con il territorio si sente anche nelle etichette. La più emblematica è la Scau, una birra affumicata prodotta con malto affumicato nei tecci di Calizzano e Murialdo, i piccoli essiccatoi in pietra dove per secoli si sono seccate le castagne. Una tradizione contadina dell'entroterra che rivive in modo inaspettato. Dal 2022 la produzione si è spostata a Quiliano, un comune montano tra i più boscosi della Liguria, proprio dove le Alpi lasciano il posto all'Appennino. Qui il birrificio usa l'acqua leggera delle sorgenti del torrente omonimo. La qualità è riconosciuta: nel 2018 Altavia è stato terzo birrificio emergente al concorso Birraio dell'Anno e dal 2019 è sempre tra i 50 migliori birrifici italiani secondo Fermento Birra. Bere Altavia vuol dire sostenere un'agricoltura di montagna che recupera terreni abbandonati e trasforma i prodotti dell'entroterra ligure.

🍺 Birre
🐌 Presidio Slow Food

Augusto Vincenzo Besio

Savona e dintorni · Savona

A Savona, la casa Besio candisce chinotti dal 1860, con la ricetta al Maraschino rimasta invariata nel tempo. È una delle ultime realtà a lavorare ancora il chinotto di Savona, Presidio Slow Food: agrumi piccoli e amarognoli, tre settimane di salamoia prima della canditura.

🍎 Frutta🫙 Conserve

Da non perdere: Albicocca di Valleggia

Azienda Agricola La Vignetta

Savona e dintorni · Savona

A Savona, l'azienda agricola La Vignetta coltiva e trasforma i prodotti della propria terra, con metodo biologico. Una piccola realtà a conduzione diretta, tra le colline che salgono dalla città verso l'entroterra savonese.

📞
🐌 Presidio Slow Food

Le Riunite

Savona e dintorni · Savona

A Savona, la cooperativa agricola Le Riunite riunisce i coltivatori del territorio: punti vendita da Quiliano a Spotorno, prodotti a chilometro zero e consulenza agronomica gratuita per chi coltiva olivo e vite. Tra le proposte di stagione, anche l'albicocca di Valleggia, Presidio Slow Food.

Da non perdere: Albicocca di Valleggia

🐌 Presidio Slow Food⭐ Vacca cabannina

Il Pianale — Agriturismo Cascina Cornelli

Valle Erro e Sassello · Sassello

Sulle alture di Sassello, l'azienda Pianale alleva vacche di razza cabannina, Presidio Slow Food, insieme a lavanda, cereali, frutta e ortaggi, con produzione di miele. L'agriturismo Cascina Cornelli accoglie gli ospiti tra mungiture, visita alle api e cucina ligure di casa.

🧀 Formaggi🍯 Miele🥦 Ortaggi🍎 Frutta🌾 Farine e cereali

Da non perdere: Razza bovina cabannina

Sede Storica Birrificio Altavia

Valle Erro e Sassello · Sassello

A Sassello, in località Badani, il Birrificio dell'AltaVia è il primo birrificio agricolo della Liguria, dal 2016: coltiva parte delle materie prime prima di trasformarle in birra. Vende anche al Mercato Civico di Savona e nella sede operativa di Quiliano.

🍺 Birre
🐌 Presidio Slow Food

Agriturismo Ca' di Voi

Val Bormida · Calizzano

C'è una Liguria che non guarda il mare ma i boschi. È fatta di frazioni piccole, case sparse, castagneti, pascoli e notti fresche anche d'estate. È qui, tra le foreste di Calizzano, a ridosso della faggeta del Melogno, che nasce Ca di Voi. La storia comincia molto prima del 2004, quando Marco e Silvana gestivano l'Osteria del Borgo a Riofreddo, una frazione di poche case a 720 metri di quota. Nel 2004 comprano un cascinale abbandonato e iniziano un lungo lavoro di recupero. Vent'anni dopo quel rudere è diventato agriturismo, ristorante, azienda agricola e scuderia: la prova che anche un territorio segnato dallo spopolamento può tornare a dare lavoro e vita. I terreni dell'azienda si stendono tra i boschi di Calizzano e Murialdo, a 750 metri sul livello del mare. È una zona famosa per le castagne, una tradizione così radicata da essere tutelata da un Presidio Slow Food. Qui la castagna è stata per secoli il pane della montagna, essiccata lentamente nei tecci, i piccoli essiccatoi in pietra. Ca di Voi produce e trasforma i frutti della propria terra: dalla cucina del ristorante escono piatti di stagione, e dalla dispensa aziendale sughi e salse della tradizione ligure. Intorno alla casa ci sono frutteto, orto, animali da cortile liberi e cavalli. L'agriturismo è anche fattoria didattica e centro equestre, e da qui partono sentieri che salgono verso le vette e scendono fino al mare. Scegliere Ca di Voi vuol dire sostenere chi ha deciso di restare in montagna, di coltivarla e di raccontarla.

🥦 Ortaggi🌾 Farine e cereali🫙 Conserve

Da non perdere: Castagna essiccata nei tecci di Calizzano e Murialdo

🐌 Presidio Slow Food

Bar Pinotto

Val Bormida · Calizzano

Da non perdere: Castagna essiccata nei tecci di Calizzano e Murialdo

Birrificio Scarampola

Val Bormida · Millesimo

A Millesimo, il birrificio Scarampola produce birra artigianale nell'ex falegnameria dell'abbazia di Santo Stefano, XIII secolo, dal 2008. Luppolo proprio, castagne dell'entroterra e chinotto di Savona, Presidio Slow Food, danno vita a birre come la Scarampola n°8.

🍺 Birre
📞
🐌 Presidio Slow Food

Elvio Bonino

Val Bormida · Cengio

A Cengio, in Val Bormida, Elvio Bonino coltiva il moco, un legume antico simile alla cicerchia, dai semi piccoli come sassolini. Presidio Slow Food dal 2012, dopo che la Condotta locale ritrovò alcuni semi custoditi dagli anziani della valle: Bonino è oggi il referente dei produttori.

Da non perdere: Moco delle Valli della Bormida

🐌 Presidio Slow Food

L'albero del Pane

Val Bormida · Murialdo

Da non perdere: Castagna essiccata nei tecci di Calizzano e Murialdo

🐌 Presidio Slow Food

Marco Bolla

Val Bormida · Cengio

A Cengio, in Val Bormida, Marco Bolla è tra i coltivatori che hanno riportato in vita il moco: un legume che si coltivava già in Val Bormida in età del Bronzo, poi quasi scomparso. Presidio Slow Food dal 2012, si semina a mano e si trebbia a mano dopo Ferragosto.

Da non perdere: Moco delle Valli della Bormida

🐌 Presidio Slow Food

Maria Sandra Negro

Val Bormida · Cengio

A Cengio, Maria Sandra Negro coltiva il moco delle Valli della Bormida, Presidio Slow Food: una pianta rustica, che non ha bisogno di trattamenti chimici e cresce anche nei terreni più poveri. I semi, piccoli come sassolini, si mangiano in zuppa o si macinano in farina.

Da non perdere: Moco delle Valli della Bormida

🐌 Presidio Slow Food

Sant'Anna

Val Bormida · Cairo Montenotte

A Cairo Montenotte, l'azienda Sant'Anna, di Alessandra Costa, coltiva il moco delle Valli della Bormida: legume antico, quasi scomparso, oggi Presidio Slow Food. Cresce senza trattamenti chimici nei terreni poveri di tufo dell'alta Val Bormida, tra Cairo e Cengio.

Da non perdere: Moco delle Valli della Bormida

🐌 Presidio Slow Food

Santamaria

Val Bormida · Calizzano

Da non perdere: Castagna essiccata nei tecci di Calizzano e Murialdo

🐌 Presidio Slow Food

Santamaria Sas

Val Bormida · Calizzano

Da non perdere: Albicocca di Valleggia

Terrazze Singhie

Val Bormida · Carcare

A Orco Feglino, Sara Polo e Mauro Migliavacca coltivano dal 2017 ventinove terrazze secolari a trecento metri di quota, con la tradizionale palificata di castagno chiamata ambrustin. Vino biologico da lumassina, vitigno autoctono savonese: la prima bottiglia nel 2018, poi il vermentino dal 2020.

🍷 Vino
🐌 Presidio Slow Food

Azienda Agricola Parodi Alessandro

Finalese · Finale Ligure

Valle dell'Aquila, alle spalle di Finalborgo, Finalese. Chinotto di Savona (Presidio Slow Food), agrumi e frutta di varietà antiche, marmellate, confetture e conserve artigianali. L'azienda si trova alle spalle di Finalborgo, sotto il Castel Gavone. Tutt'intorno c'erano un tempo le tenute del conte Giorgio Gallesio, uno dei padri della frutticoltura italiana. La fondò nel 1930 nonno Lorenzo Parodi e dal 1995 la conduce il nipote Alessandro. È ancora un'azienda familiare. La coltura principale sono gli agrumi: arance Pernambucco, un'antica varietà del Ponente ligure, limoni, cedri e kumquat. Il prodotto più importante è il Chinotto di Savona, che l'azienda coltiva dal 1930. Dal 2004 aderisce al Presidio Slow Food. Il chinotto di Savona è più piccolo di un mandarino, ha la buccia sottile e non ha semi, ed è per questo particolarmente adatto a essere candito e trasformato in marmellata. Accanto agli agrumi l'azienda coltiva frutta e verdura di nicchia, difficili da trovare nella grande distribuzione, seguendo le stagioni. Tra queste ci sono le albicocche di Valleggia, gli asparagi violetti di Albenga, le zucchine trombette, la scorzonera, le pere coscia, le prugne e le ciliegie. L'azienda dichiara di non trattare la frutta e la verdura che produce. Nel piccolo laboratorio di famiglia a Finale Ligure, Mary e nonna Stella preparano marmellate e confetture. Usano solo frutta dell'azienda, raccolta matura sulla pianta e mai refrigerata, così i prodotti conservano il colore vivo della frutta fresca. Mettono poco zucchero, niente conservanti e al posto degli addensanti chimici sfruttano la pectina naturale della frutta. Con il chinotto fanno anche mostarda, nettare, canditi e altre specialità. Il lavoro segue la regola delle "3 P": passione, pazienza e prodotti di prima scelta.

🍎 Frutta🫙 Conserve

Da non perdere: Chinotto di Savona

🐌 Presidio Slow Food

Cooperativa fra Pescatori di Noli "Luigi De Ferrari"

Finalese · Noli

A Noli, la Cooperativa Luigi De Ferrari riunisce i pescatori del golfo dal 1941, erede di una tradizione mutualistica che risale al 1909. Il pescato del giorno, con tecniche di pesca artigianale protette dal Presidio Slow Food, si vende ogni mattina sul lungomare di Corso Italia.

🐟 Pesce

Da non perdere: Pesca artigianale del golfo di Noli

Valle Ponci

Finalese · Finale Ligure

Val Ponci, entroterra di Finale Ligure, a circa 4 km dal mare. Vini da vitigni liguri, orti e frutteti in agricoltura rigenerativa, agriturismo e ristorante. La Val Ponci è attraversata dall'antica via Iulia Augusta, di cui restano diversi ponti romani, ed è dominata dalla Rocca di Corno. Per arrivare all'azienda si passa proprio su uno di quei ponti. Il podere era già stato salvato dall'abbandono nei primi anni Duemila da una famiglia, che aveva trasformato le vecchie stalle in camere e il fienile in ristorante. Nel 2021 l'azienda era di nuovo in vendita. L'hanno rilevata tre amici, Gianluca Demarchi, Valentin Hehl e Pietro Valente, che si erano conosciuti nel 2018 all'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, durante un master in Food Ecology. Per non indebitarsi con le banche hanno diviso il valore dell'azienda in quote e le hanno offerte a persone interessate a far rivivere la valle. Circa sessanta soci, per lo più svizzeri, hanno comprato una quota. In cambio ricevono crediti da spendere in soggiorni e cene e partecipano al progetto. Con il capitale raccolto l'intera proprietà è stata acquistata all'inizio del 2024. I cinque fondatori, cioè i tre giovani, Matthias Hehl e Sabine Thuler, tengono la maggioranza. La proprietà è di 50 ettari, di cui 45 di bosco. Sui restanti 5 ci sono vigneti, orti e frutteti, coltivati in agricoltura rigenerativa ispirata all'agroecologia. Non si usano prodotti chimici di sintesi né arature, e il suolo viene nutrito con compost, pacciamature e tè microbici. Circa un ettaro è a vigna, diviso in sette appezzamenti sulle terrazze più soleggiate e circondati dal bosco. I vitigni sono quelli della tradizione ligure: Pigato e Vermentino per i bianchi, Granaccia per il rosso. In cantina l'approccio è minimale. Il ristorante è aperto da aprile a inizio novembre e il menù cambia spesso, seguendo quello che succede nei campi. Frutta e verdura vengono in gran parte dall'azienda. Il resto arriva da una rete di produttori e artigiani del territorio. Alcune sere si fa la "tavolata", una cena conviviale in cui ospiti e staff mangiano insieme. Sette persone lavorano in azienda tutto l'anno.

🍷 Vino🫒 Olio

Cantina BioVio

Albenganese · Albenga

Bastia d'Albenga, Piana ingauna e Valle Arroscia. Vini Riviera Ligure di Ponente DOC, olio extravergine monocultivar Taggiasca, erbe aromatiche, carciofo spinoso di Albenga. Agriturismo e osteria. Dagli inizi del Novecento la famiglia Vio coltiva erbe aromatiche, olive taggiasche e uva, all'inizio solo per il consumo di casa. Negli anni '80 Giobatta "Aimone" Vio e la moglie Chiara hanno unito le due tradizioni contadine da cui provenivano. La famiglia di lui coltivava ortaggi in pianura e li vendeva nei mercati locali. Quella di lei viveva in Valle Arroscia, tra terrazze di Taggiasca e vigneti di collina. Nel 2000 l'azienda ha cominciato a vinificare e imbottigliare in proprio tutte le sue uve. Oggi l'azienda conta 17 ettari divisi in vari appezzamenti lungo l'Arroscia, tra Bastia e Ranzo. In pianura si coltivano carciofi spinosi di Albenga ed erbe aromatiche, in collina vigneti e oliveti. È certificata biologica dal 1989, con ICEA. Per la famiglia è una scelta culturale: pesticidi, diserbanti e concimi chimici non hanno mai fatto parte della tradizione del posto, e loro hanno semplicemente continuato come si faceva prima. I vitigni sono quelli tipici del Ponente: Pigato, Vermentino, Rossese e Granaccia. Le viti hanno in media una sessantina d'anni e crescono su terreni misti, in parte sciolti e in parte marnoso-calcarei. Il Pigato è il vino di punta, prodotto in tre versioni che mostrano quanto questo vitigno possa essere diverso. Nel 2017 il Gambero Rosso ha premiato Aimone come "Viticoltore dell'anno", ed era la prima volta per un produttore ligure. Oggi l'azienda è guidata dai fondatori con le tre figlie: Caterina, che segue la cantina con il padre, Camilla e Carolina. Oltre al vino e all'olio, BioVio confeziona ogni giorno erbe aromatiche fresche, un'attività che porta avanti dagli anni '80. L'accoglienza comprende gli appartamenti dell'agriturismo, le visite con degustazione in cantina, anche in inglese, tedesco e francese, e l'OrtOsteria Renè. Qui Carolina cucina piatti contadini, in gran parte vegetariani, con i prodotti dell'orto e della Piana di Albenga.

🍷 Vino🫒 Olio🌿 Erbe

La Fattoria di Pol - Basilico

Albenganese · Borghetto Santo Spirito

A Borghetto Santo Spirito una serra è diventata un laboratorio agricolo: il basilico della Fattoria di Pol cresce fuori suolo, in aeroponica, e questo permette di seguirlo stagione dopo stagione senza interruzioni. La scelta nasce da un problema concreto di chi lavora il pesto tutto l'anno: disponibilità che va e viene, lotti discontinui, qualità che cambia. Le foglie arrivano senza terra, pronte da trasformare.

🍃 Basilico

Le Rocche del Gatto

Albenganese · Albenga

Salea d'Albenga, Riviera Ligure di Ponente. Pigato, Vermentino, Rossese e lo Spigau Crociata, vini bianchi a lunga macerazione e di grande longevità. Le Rocche del Gatto è l'azienda di Fausto De Andreis, figura unica del vino ligure, conosciuto come "l'anarchico del Pigato". Fausto aveva imparato ad amare la vigna dal padre negli anni Cinquanta, da ragazzo. Negli anni Ottanta lavorava come tecnico elettronico all'Olivetti di Ivrea. Nel 1982 decise di non aspettare la pensione per fare quello che voleva davvero e fondò l'azienda. Il nome è un omaggio alla moglie Caterina, che si prende cura di moltissimi gatti. Dalla vendemmia 2002 l'azienda ha lavorato in società con Gigi Crosa di Vergagni e la figlia Clara, aggiungendo i loro vigneti e alcuni ettari in affitto. Nel 1995 una commissione rifiutò la DOC al suo Pigato. Fausto rispose chiamandolo "Spigau Crociata" e vendendolo come vino da tavola. Proprio lo Spigau lo ha fatto entrare tra i grandi vignaioli indipendenti italiani. Fausto contestava apertamente disciplinari, commissioni d'assaggio e l'idea del "bianco d'annata", da bere giovane appena imbottigliato. I vini nascono da uve solo liguri. La tecnologia c'è, ma resta un supporto. Le macerazioni sulle bucce sono lunghe: 7 giorni fino al 2010, 21 dal 2012. Servono a estrarre profumi e mineralità da Pigato e Vermentino. Le fermentazioni partono con lieviti indigeni, scelti per evitare i profumi standardizzati dei lieviti selezionati. I vini non vengono né filtrati né chiarificati e restano a riposare a lungo prima di andare in bottiglia. Il risultato sono bianchi dorati, complessi e molto longevi, con note di pesca, albicocca, agrumi ed erbe mediterranee. La gamma comprende Pigato, Vermentino e Rossese Riviera Ligure di Ponente DOC, lo Spigau Crociata e il rosso Macajolo.

🍷 Vino
🐌 Presidio Slow Food

Luca Ottone — Chinotto di Savona

Albenganese · Pietra Ligure

A Pietra Ligure, Luca Ottone coltiva il chinotto di Savona ed è presidente dell'Associazione per la tutela del Chinotto: il Presidio Slow Food che dal 2004 lavora per salvare questi piccoli agrumi amarognoli, coltivati solo sulla fascia costiera tra Varazze e Pietra Ligure.

🍎 Frutta

Da non perdere: Chinotto di Savona

🐌 Presidio Slow Food

PEQ Agri – Azienda agricola

Riviera di Andora · Marina di Andora

Valle di Andora e Ponente ligure: Andora, Albenga, Imperia, Cervo, Tovo San Giacomo. Vini, olio extravergine di oliva Taggiasca, ortaggi, formaggi, miele, uova e conserve. Punto vendita, ristoranti e ospitalità. PEQ Agri si presenta come un'azienda agricola "diffusa" nel Ponente ligure, nata dal progetto I LOVE AGRI. Il modello unisce agricoltura, trasformazione, ristorazione e ospitalità, con investimenti in energie rinnovabili, tecniche di coltivazione naturali e una politica di zero sprechi. Uno degli obiettivi dichiarati è dare lavoro stabile ai giovani del Ponente, così che non debbano andarsene: l'azienda dice di sostenere più di cinquanta famiglie. La maggior parte dei terreni coltivati è stata recuperata dall'abbandono. Erano incolti e spesso ridiventati bosco. Il lavoro di bonifica comprende il ripristino dei muretti a secco e la regimazione delle acque nella valle di Andora. Il vino viene da cantine storiche acquisite nel tempo, ognuna con un proprio marchio: Lupi, Praié, Guglierame e Berry&Berry. I vigneti sono soprattutto ad Andora, Albenga e Imperia. A Colla Micheri, il borgo medievale sulla via Iulia Augusta dove visse l'etnografo Thor Heyerdahl, c'è la cantina Praié, circondata da vigne affacciate sul mare. La filiera comprende anche altri prodotti. L'olio extravergine si ottiene per spremitura a freddo delle olive Taggiasche raccolte a mano. I formaggi sono di pecora e capra Brigasca. Il miele millefiori viene dagli alveari sparsi nella valle, soprattutto a Testico, e si estrae a mano. Le uova sono di galline allevate all'aperto negli orti di San Bartolomeo di Andora. Nel laboratorio aziendale ortaggi e frutta diventano conserve e marmellate, le vinacce grappa e la frutta digestivi. Tutto si trova nel punto vendita di Andora, dove si può anche degustare. Le attività comprendono il ristorante Vignamare a Colla Micheri, con stella rossa e verde Michelin e la cucina di Giorgio Servetto, la Terrazza Praié con il brunch della domenica e l'agriturismo di Tovo San Giacomo.

🍷 Vino🫒 Olio🥦 Ortaggi🫙 Conserve

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Aglio Nero di Vessalico

Valle Arroscia · Pieve di Teco

L'Azienda Agricola Osvaldo Maffone coltiva l'aglio sui propri terreni di Pieve di Teco, nell'alta Valle Arroscia. Nel tempo si è specializzata nell'aglio nero ottenuto dalla varietà locale. L'azienda si presenta come la prima ad aver prodotto Aglio Nero di Vessalico. Dice di coltivare per passione e nel rispetto delle tradizioni, e di voler aggiungere in futuro altre produzioni del territorio. L'Aglio di Vessalico è una varietà tipica dell'alta Valle Arroscia. Prende il nome dalla fiera che si tiene a fondovalle, a Vessalico, documentata già nel 1760. Il bulbo è compatto e ha in media una decina di spicchi. Le tuniche esterne sono bianco-rosate, con striature rosso-violacee appena colto, e la pianta non fa infiorescenza. Il clima mite, tra Alpi e costa, e i terreni della valle gli danno un aroma intenso, un gusto delicato, un'alta digeribilità e una lunga conservazione. I bulbi freschi fermentano per 30 giorni in un ambiente a umidità e temperatura controllate, senza additivi né conservanti. Poi ossidano per 45 giorni in una stanza dedicata. Alla fine gli spicchi sono neri e morbidi. Hanno un sapore dolce che ricorda l'aceto balsamico o la salsa di soia, senza la pungenza dell'aglio fresco, e lasciano una leggera nota di liquirizia.

🫒 Olio🍯 Miele🫙 Conserve

Azienda Agricola Bruna

Valle Arroscia · Ranzo-Borgo

Nei primi anni Settanta Riccardo Bruna fa una scelta coraggiosa per la Liguria di quel tempo: vinifica e imbottiglia il Pigato delle vigne storiche di famiglia a Ranzo. In paese è il primo a farlo. Lo sostiene fin da subito il suocero Virginio Capello, un contadino dalla mente aperta e moderna, che pianta nuovi vigneti a Ortovero. Da allora Bruna è diventata un punto di riferimento per questo vitigno. Il Pigato è un'uva bianca del ponente ligure, parente stretta del vermentino ma diversa nello stile. Il nome viene dal dialetto: le "pighe" sono le piccole macchie ambrate che compaiono sugli acini. Nel bicchiere è sapido, quasi salino, con profumi di erbe della macchia mediterranea. I vigneti, circa sette ettari tra Ranzo e Ortovero, sono tutti su terrazzamenti di muretti a secco, tra ulivi, querce e arbusti dell'entroterra, a 200–300 metri di quota e a una quindicina di chilometri dal mare. Fin dall'inizio Riccardo rinuncia a diserbanti e trattamenti di sintesi. Nel 2011 la famiglia compie un passo ulteriore e passa all'agricoltura naturale su tutti i vigneti, scegliendo di non vincolarsi alle certificazioni. Oggi l'azienda è guidata dalla figlia Francesca e dal marito Roberto. In cantina fermentano solo con lieviti indigeni e lasciano maturare i vini a lungo sui propri lieviti. Accanto ai diversi Pigato, che variano secondo il terreno e l'età delle viti, nascono anche alcuni rossi. U Baccan, "il padrone" in dialetto, è dedicato al fondatore e nasce dalle viti più vecchie. Scegliere i vini Bruna vuol dire sostenere una famiglia che da oltre cinquant'anni custodisce il Pigato e i terrazzamenti della Valle Arroscia.

🍷 Vino

Azienda Agricola Daniele Ronco

Valle Arroscia · Ranzo

Per raccontare questa azienda bisogna tornare al 1850. Già allora gli antenati di Daniele producevano e vendevano olio e vino, con uliveti sparsi tra le colline dell'alta Valle Arroscia, a Ranzo, e dell'alta Val Lerrone, a Casanova Lerrone. L'olio si faceva in un piccolo frantoio di famiglia, che andò distrutto durante la Seconda guerra mondiale. Nei primi anni del Novecento, accanto agli ulivi, la famiglia piantò vicino a Ranzo una piccola vigna di Pigato per uso proprio. È il vitigno autoctono che nel tempo è diventato uno dei vini simbolo del Ponente ligure. Nel 2012 Daniele, appena ventenne, ha lasciato nel cassetto il diploma nautico e ha deciso di fare di questa eredità il suo lavoro. Ha fondato l'azienda partendo dall'olio extravergine di sola taggiasca, e nel 2014 sono arrivati i primi vini imbottigliati. Oggi l'azienda si estende su circa sette ettari, in gran parte a uliveto e circa un ettaro e mezzo a vigneto. Le vigne sono tutte a Ranzo, tra i 350 e i 500 metri di quota, e sono le stesse che appartenevano a nonno Cerrè e a zia Nini. Si coltivano Pigato, Granaccia e Rossese, seguendo i metodi di un tempo e i tempi lenti della vigna. Ne nascono tre vini DOC Riviera Ligure di Ponente. C'è il Pigato biologico, fresco e fruttato. C'è il Granaccia, un rosso che unisce frutti rossi e macchia mediterranea. E c'è il cru Rosetum. Accanto ai vini, l'olio extravergine 100% taggiasca, spremuto a freddo solo con procedimenti meccanici e non filtrato, e le olive in salamoia selezionate a mano. Scegliere i vini e l'olio di Daniele Ronco vuol dire sostenere un giovane che ha scelto di restare nell'entroterra e di riportare in vita i terreni e la tradizione della sua famiglia.

🍷 Vino
🐌 Presidio Slow Food⭐ Vacca cabannina

Cornus

Valle Arroscia · Rezzo

Rezzo, Valle Arroscia, Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri. Formaggi a latte crudo, fermentati vegetali, carne di vacca Cabannina, salumi, miele. Agriturismo e osteria agricola. Cornus è nata nell'ottobre del 2022 da Roberto Martini e Giulia Zappa, due giovani di Sanremo che si erano formati nella ristorazione. Roberto è passato dalle cucine di alto livello alla stalla, e lì ha capito cosa lo appassionava davvero. Cercavano un posto vicino a casa, perché conoscevano bene il territorio e il suo clima, e l'hanno trovato a Rezzo, dove c'era un agriturismo in vendita. L'azienda sta accanto al Santuario, di cui i due sono oggi anche custodi. Il nome unisce "cor", cuore, e "nus", mente. Il centro del progetto è l'allevamento della vacca Cabannina, razza autoctona. Pascola bene anche sui terreni più impervi, contribuisce a mantenere i pascoli di montagna e dà ottimi risultati sia nei formaggi sia nella carne. In azienda ci sono anche capre. L'azienda aderisce ai Presidi Slow Food della vacca Cabannina e dei Prati Stabili. Cornus si definisce "agrifermenteria". I formaggi sono a latte crudo, fatti con fermenti spontanei ottenuti dal latte stesso (lattoinnesto), e sono difficili da classificare. Per la caseificazione Roberto si è formato in Trentino e poi con Irene Piazza, nominata dall'ONAF miglior casara del 2023. Nell'azienda si cerca di non sprecare nulla. Con il siero del latte si fermentano le verdure di stagione per conservarle. La legna ricavata dalla pulizia dei pascoli serve a cuocere il pane. La carne viene da vacche a fine carriera, che di solito arrivano ai dieci anni, e in parte è frollata oltre 90 giorni. Completano la produzione salumi e miele. Nel fine settimana l'osteria agricola propone la cucina di Roberto con i prodotti dell'azienda, mentre Giulia segue la sala.

🧀 Formaggi🍯 Miele🥩 Salumi e carni

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aMaccia

Valle Arroscia · Ranzo

Ranzo, Valle Arroscia, entroterra di Imperia. Vini liguri DOC, olio extravergine monocultivar Taggiasca, agriturismo. aMaccia è un'azienda agricola con agriturismo a Ranzo, piccolo borgo agricolo della Valle Arroscia. Si trova a 15 km dal mare e a 20 km dalle montagne di Monesi. Il nome, in dialetto ligure, significa "la macchia" e richiama i terreni aziendali, sparsi a macchia di leopardo tra le colline. L'azienda fu fondata nel 1850 da Giovanni, appassionato di convivialità e di buon Pigato. Da allora è passata per quattro generazioni di donne: la figlia Elisabetta, poi Fernanda, Loredana e oggi Carlotta, che la porta avanti insieme al compagno Fulvio. I terreni sono 12 ettari, coltivati quasi solo a vigneto e oliveto e immersi nella macchia mediterranea. Nelle vigne ci sono i vitigni più tipici della Liguria di Ponente: Pigato, Ormeasco, Vermentino e Rossese, tutti vinificati nella cantina aziendale. Si producono due tipologie di Pigato, il Vermentino, il Rossese, l'Ormeasco e l'Ormeasco Sciac-trà. L'azienda dichiara di seguire tecniche di vinificazione moderne, nel rispetto della tradizione e del territorio. L'olio extravergine monocultivar Taggiasca viene da oliveti centenari a Ranzo. La raccolta si fa ancora con l'aiuto degli asinelli dell'azienda. L'agriturismo ha quattro appartamenti indipendenti affacciati sul torrente Arroscia, con un giardino terrazzato a muretti a secco. L'azienda organizza degustazioni di vino e olio e visite guidate sui sentieri tra vigneti e oliveti. Gli ospiti possono partecipare alla vendemmia e alla raccolta delle olive.

🍷 Vino🫒 Olio

Az.Agricola VisAmoris

Imperia e dintorni · Imperia

Imperia, entroterra del Ponente ligure, a circa 3 km dal mare. Pigato in più versioni, compresi spumanti a metodo classico e ancestrale. VisAmoris è nata nel 2004, quasi per caso, più da una svolta di vita che da un progetto agricolo pensato a tavolino. Il primo vino è stato Domè, un Pigato ricavato da un vigneto di 2500 metri quadrati disposto su tre fasce. I risultati erano incoraggianti, e l'azienda è cresciuta poco alla volta comprando piccoli appezzamenti nella stessa zona, abbandonati da oltre trent'anni. Sono stati recuperati terreni incolti e ricostruiti i muretti a secco. I due fratelli che l'hanno fondata non avevano esperienza di vino. Per questo si sono avvicinati alla vigna senza preconcetti e con grande rispetto per la natura. Più avanti uno dei figli, Simone, si è laureato in Viticoltura ed Enologia all'Università di Torino, nella sede di Alba, e ha portato in azienda nuove competenze senza cambiarne la filosofia. Oggi i vigneti sono circa 6 ettari, sparsi in diverse località dell'entroterra imperiese, su suoli prevalentemente argillosi con rocce scistiche. La coltivazione è biologica: si concima con humus di lombrico e sovescio e si trattano le viti con zolfo, rame e sostituti naturali del rame. La produzione va da 25.000 a 30.000 bottiglie l'anno, ma dipende molto dall'annata. Nel 2023 le piogge l'hanno ridotta a circa 10.000. Il vino principale è il Pigato, proposto in nove etichette diverse. Tutti i vini fermentano spontaneamente e non vengono né chiarificati né filtrati. Si vinifica in botti a temperatura controllata, in una vasca di cemento del 2018 e in una piccola barricaia. VisAmoris è stata tra le prime aziende a spumantizzare il Pigato. Per imparare il metodo classico i fondatori sono andati in Francia, e oggi producono anche spumanti a metodo ancestrale. L'azienda è stata la prima in Liguria a ottenere la certificazione FIVI, nel 2007-2008, che garantisce che i vini sono prodotti solo con uve dei propri terreni e vinificati in azienda.

🍷 Vino

Azienda Agricola Maria Donata Bianchi

Imperia e dintorni · Diano Arentino

La storia comincia più di quarant'anni fa con una studentessa di legge che aveva un'altra passione: il vino. Maria Donata Bianchi chiede consiglio su vini e vigneti a Pietro Trevia, e poi conosce suo figlio Emanuele. È il vino a farli incontrare, e insieme fondano l'azienda: il primo imbottigliamento è del 1977. Oggi in cantina c'è Marta Trevia, la quarta generazione di una famiglia legata alla vigna. Dopo gli studi classici e quelli di enologia, un periodo in Germania e tirocini in Piemonte e in Nuova Zelanda, è tornata a Diano per unire la tradizione di casa a quanto ha imparato altrove. I vigneti sono circa quattro ettari sulle colline alle spalle di Diano Marina, con Pigato, Granaccia e Syrah, e soprattutto il Vermentino a Diano Castello, un territorio da sempre vocato. Qui il legame con questo vitigno è così forte che ogni anno si tiene una sfida molto sentita per il miglior Vermentino del paese. L'etichetta del Vermentino aziendale riprende una vecchia stampa del 1850 di Diano Marina e Diano Castello. Dal Vermentino di viti vecchie nasce l'Antico Sfizio, che fa una breve macerazione secondo l'uso locale. Il Pigato, seguito da Marta dal 2014, unisce tre diverse vinificazioni in un unico vino. Dai primi anni Duemila la famiglia ha piantato anche Granaccia e Syrah, da cui nascono due rossi: il Bormano, in acciaio, e La Mattana, affinato in legno nelle annate migliori. A Valcrosa, tra ulivi e vigneti, c'è anche l'agriturismo di famiglia. Scegliere i vini di Maria Donata Bianchi vuol dire sostenere una famiglia che da quattro generazioni custodisce i vitigni del Ponente con una viticoltura rispettosa e attenta al territorio.

🍷 Vino🫒 Olio

Tenuta Selvadolce – Aris Blancardi

Riviera dei Fiori · Bordighera

Alture di Bordighera, estremo Ponente ligure, a pochi chilometri dalla Francia. Vini da Vermentino, Pigato, Rossese e Granaccia, coltivati in biodinamica. Selvadolce si trova in una delle zone più panoramiche sopra Bordighera, affacciata sul mare, dove il sole della Riviera è temperato da una brezza costante e a volte dal vento di maestrale. Per oltre un secolo la famiglia Blancardi ha coltivato fiori, l'attività tradizionale della Riviera dei Fiori. Poi la concorrenza delle coltivazioni intensive di altri paesi ha messo il settore in difficoltà. Aris, all'anagrafe Aristide, era veterinario per cavalli e aveva studiato a Boston. Nei primi anni Duemila si è trovato all'improvviso a guidare l'azienda di famiglia e ha cominciato a cercare modi diversi di coltivare. Durante i corsi di viticoltura e orticoltura ha conosciuto la biodinamica di Nicolas Joly. È tornato a casa con un'unica certezza: Selvadolce sarebbe diventata un'azienda biodinamica. La conversione è iniziata nel 2004. A fare vino è arrivato quasi per caso, lui che prima non beveva nemmeno. La prima annata è uscita nel 2007. La tenuta conta circa 7 ettari. Il vigneto, piantato a metà degli anni Settanta dal nonno, è circondato da ulivi secolari, muretti a secco e buganvillee. Si coltivano i vitigni del Ponente: Vermentino e Pigato per i bianchi, Rossese, Granaccia e Ormeasco per i rossi. In vigna non si usano diserbanti né concimi, e non si irriga nemmeno nelle estati più calde. Per difendere le piante si usano solo piccole quantità di zolfo di cava e rame, insieme ai preparati biodinamici 500 e 501, che servono a ricostruire la fertilità del suolo. I vini non sono chiarificati né filtrati e nascono con interventi minimi in cantina. Sono molto apprezzati nel mondo dei vini naturali, anche all'estero. Tra le etichette ci sono il Selvadolce Bianco e il Crescendo Bianco. La tenuta si può visitare e Aris accoglie di persona chi vuole conoscere la biodinamica e assaggiare i vini.

🍷 Vino
🐌 Presidio Slow Food

Il Carciofo

Valle Crosia · Perinaldo

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🐌 Presidio Slow Food

La Vecchia Distilleria

Valle Crosia · Vallebona

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🐌 Presidio Slow Food

Agriturismo Ca' De Nadi

Val Nervia · Pigna

Buggio è un piccolo borgo di origine medievale dell'alta Val Nervia, ai margini del Parco delle Alpi Liguri, dove le montagne guardano il mare. Qui, in una casa padronale agricola dei primi del Novecento circondata da orti, si trova Ca' de Na. È un'azienda giovane che punta sui prodotti biologici di propria produzione, e che tiene insieme la tradizione contadina e il rispetto dell'ambiente. Si coltiva ciò che si porta in tavola. Il valore di Ca' de Na sta nella biodiversità che custodisce. L'azienda coltiva i fagioli bianchi di Pigna, un legume antico della valle protetto da un Presidio Slow Food. Alleva anche l'ape nera del ponente ligure, un'ape autoctona adattata da secoli a queste montagne, anch'essa Presidio Slow Food, da cui ricava il suo miele. Completano la produzione l'olio extravergine di taggiasca, le marmellate, la frutta e la verdura di stagione. In cucina la tradizione ligure incontra quella provenzale, come è naturale a pochi chilometri dal confine. Tra i piatti simbolo c'è il gran pistau, un'antica ricetta di grano pestato e cotto lentamente, accanto al coniglio alla ligure e ai ravioli secondo la ricetta tradizionale del paese. Ca' de Na è anche fattoria didattica, con capre, api e molte specie di volatili, e un punto di partenza per escursioni tra i canyon della valle e l'Alta Via dei Monti Liguri. Scegliere Ca' de Na vuol dire sostenere chi salva razze e varietà locali e le riporta in tavola.

🫒 Olio🍯 Miele🥦 Ortaggi🍎 Frutta🌾 Farine e cereali🫙 Conserve

Da non perdere: Ape nera del Ponente ligure

🐌 Presidio Slow Food

Alpagan

Val Nervia · Pigna

Tra boschi e uliveti, a 550 metri di quota nel cuore della Val Nervia, Al Pagan guarda i massicci del Toraggio e del Pietravecchia. Siamo a una ventina di chilometri dal mare ma già in montagna, a pochi passi dal tracciato dell'Alta Via dei Monti Liguri. È un'azienda agricola biologica che coltiva olivo, orto e fronde verdi. Dalla terra escono olio e olive in salamoia, ortaggi freschi e soprattutto fagioli secchi. Il prodotto simbolo è il fagiolo bianco di Pigna, Presidio Slow Food. Si coltiva solo sui terrazzamenti a secco dei comuni di Pigna e Castelvittorio, dove trova l'acqua calcarea e il terreno ben drenato di cui ha bisogno. Si semina a giugno, si raccoglie a settembre quando il baccello è secco, poi si sgrana e si lascia finire di essiccare al sole, all'aperto, come si è sempre fatto. Il risultato è un fagiolo dal colore leggermente rosato, dalla pasta morbida e dalla buccia sottilissima. Coltivarlo vuol dire tenere in vita non solo una varietà, ma anche le fasce che la ospitano: un paesaggio di muretti a secco che senza agricoltura tornerebbe bosco. Al Pagan è anche un punto di partenza per chi vuole conoscere la valle a piedi o in mountain bike, tra il Toraggio, Cima Marta e la Valle delle Meraviglie.

🫒 Olio🌾 Farine e cereali🫙 Conserve

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🐌 Presidio Slow Food

Azienda Agricola Bolognesi Marco

Val Nervia · Pigna

L'azienda è nata ufficialmente il 1° aprile 2010, ma la sua storia comincia molto prima, sui terreni che la famiglia Bolognesi coltiva da generazioni tra Pigna e Castelvittorio. Il punto di partenza è stato il fagiolo bianco di Pigna, Presidio Slow Food, che all'inizio si produceva in pochissime decine di chili. Accanto c'erano gli ulivi, tramandati di padre in figlio. Il fagiolo di Pigna è arrivato in Liguria nel Seicento dalla Spagna, passando per la Provenza, e da oltre trecento anni si coltiva tra Pigna, Buggio e Castelvittorio. Cresce sui terrazzamenti a secco dell'entroterra, nei punti più alti, dove il terreno è ben drenato e l'acqua è quella sorgiva, calcarea e ricca di sali minerali. È un fagiolo carnoso e delicato, con una buccia sottilissima. Il piatto simbolo di Pigna è la capra e fagioli. Anno dopo anno l'azienda è cresciuta. Oggi i fagioli occupano circa 3.500 metri quadri, che d'inverno lasciano il posto agli ortaggi di stagione. Ci sono poi circa 5.000 metri quadri di uliveto, con 120 piante di taggiasca da cui si ricava l'olio extravergine, e un piccolo orto estivo. Dal 2015 Marco aderisce al consorzio della Lavanda della Riviera dei Fiori, che tutela e valorizza questa coltura tradizionale. Ha piantato la lavanda officinale varietà "Imperia" ed è stato il primo a ricavarne un olio essenziale di pregio. Oggi le piante sono circa 1.500 e la coltivazione si trova a circa 750 metri di quota. La distillazione avviene in azienda, con un alambicco interamente in rame. Dallo stesso alambicco escono anche gli oli essenziali di rosmarino, eucalipto, salvia, timo e alloro, oltre all'oleolito di iperico. In estate, alla Festa della lavanda di Pigna, Marco mostra dal vivo come si distilla. Scegliere i prodotti di Marco Bolognesi vuol dire sostenere chi tiene vive le fasce dell'alta Val Nervia e un legume antico che rischiava di sparire.

🫒 Olio🥦 Ortaggi🍎 Frutta🌿 Erbe🌾 Farine e cereali🫙 Conserve

Da non perdere: Fagioli di Badalucco, Conio e Pigna

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Testalonga

Val Nervia · Dolceacqua

Dolceacqua, Val Nervia, estremo Ponente ligure. Rossese di Dolceacqua DOC e Bianco Testalonga da uve Vermentino. Antonio "Nino" Perrino ha cominciato a fare il vignaiolo nel 1961, a quindici anni, quando chiese al padre di lasciare la scuola per lavorare in vigna. Il padre morì sei anni dopo, e Nino portò avanti l'azienda con la madre Mariuccia, che lo aiutò fino quasi a novant'anni. Oggi lavora con la nipote Erica, che ha lasciato il suo impiego per affiancarlo a tempo pieno in campagna e in cantina. Nel 2021 Testalonga ha festeggiato la sua sessantesima vendemmia. Nino è considerato forse il primo produttore di Rossese di Dolceacqua e uno degli interpreti più autentici di questo vitigno. Le vigne sono circa due ettari su terrazze ripide nelle zone di Arcagna e Casiglian, sopra il paese. Sono tra le più vecchie della zona e alcune piante superano i cent'anni. Accanto alle viti ci sono ulivi antichissimi. Il metodo è rimasto lo stesso per oltre mezzo secolo. In vigna si lavora solo a mano, con trattamenti minimi a base di zolfo e rame. La cantina è un garage nel centro di Dolceacqua. Le uve si pigiano con i piedi senza diraspare, fermentano spontaneamente con i lieviti indigeni e senza controllo della temperatura, e affinano almeno un anno in vecchie botti di rovere da 500 litri. Nino non ama l'etichetta di "vino naturale": dice che il vino lui lo fa così da sempre. Il Rossese macera sulle bucce circa 18 giorni. È un rosso fresco e mediterraneo, con profumi di ciliegia, frutti rossi, erbe della macchia e un finale pepato, e invecchia molto bene. Il Bianco Testalonga è un Vermentino macerato per pochi giorni sulle bucce, sapido e minerale. Le bottiglie sono poche e molto ricercate dagli appassionati. Nino invita chi compra i suoi vini a visitare le vigne con lui, perché il vino si capisce meglio se si vedono la terra da cui nasce e le persone che lo fanno.

🍷 Vino🫒 Olio

A Trincea

Val Roia · Airole

Sopra Airole, uno degli ultimi borghi della Val Roia italiana, c'è una montagna che vent'anni fa era tornata bosco: delle antiche vigne restavano solo pochi ceppi abbandonati. Dal 2000 Dino Masala, con l'aiuto della famiglia, l'ha ripulita e ha ricostruito a mano i terrazzamenti, usando solo la pietra del posto. Il cuore del progetto è il Roccese, un vitigno autoctono che rischiava di scomparire e che gli enologi considerano il "papà" del Rossese. Il suo nome racconta una coltivazione ligure documentata dal Duecento: la vite piantata tra le rocce. Per riportarlo in vita, Dino ha studiato per anni vigne ultracentenarie ormai abbandonate. In vigna si lavora come una volta. Non si usano pesticidi né concimi chimici, le piante non vengono mai irrigate e il terreno si nutre di sostanza organica ricavata dal sottobosco. Ogni anno si eliminano le radici superficiali, così la vite è costretta a scendere in profondità per cercare acqua nei mesi estivi. Ne nasce una produzione di nicchia, che esprime il territorio da cui viene. Accanto alle viti crescono gli ulivi di taggiasca, da cui l'azienda ricava l'olio extravergine. Dalle vinacce fresche distilla anche l'"aigavite", l'acquavite che un tempo ogni famiglia custodiva gelosamente in casa. A Trincea è anche un presidio di paesaggio: i muretti a secco ricostruiti sono diventati un segno di identità per tutto il borgo. In azienda si può visitare una piccola casa rurale che conserva ancora gli arredi della vita contadina di qualche decennio fa. Nel 2013 Vinitaly ha premiato Dino Masala come "Viticoltore benemerito della Liguria".

🍷 Vino
🐌 Presidio Slow Food

Le Api di Airole

Val Roia · Airole

Da non perdere: Ape nera del Ponente ligure

Deperi – Azienda Agricola Paolo Deperi

Oltregiogo · Caneto

Ranzo, Valle Arroscia. Pigato, Vermentino, Ormeasco di Pornassio, Pigato Metodo Classico e olio extravergine di oliva Taggiasca. La famiglia Deperi coltiva vite e olivo a Ranzo dai primi decenni dell'Ottocento. Il capostipite fu Clemente. Il salto è arrivato nel 2004, quando Paolo Deperi, con l'appoggio del padre Pierluigi e dello zio Mauro, ha costruito una cantina moderna. Il primo Pigato col nome di famiglia è del 2008. Poi sono arrivati l'Ormeasco e il Vermentino. Oggi Paolo guida l'azienda con il padre e con il giovane enologo Andrea Magliano. La produzione viene da tre zone con microclimi molto diversi. A Ranzo, dove si trova la cantina, le colline e i suoli esaltano il Pigato. La Tenuta Colombera ha due ettari di Vermentino affacciati sul mare, tra Alassio e Albenga. A Rezzo la famiglia possiede il castello dei Marchesi di Clavesana. Ai piedi del castello ha piantato vigneti di Ormeasco, il vitigno che i Clavesana imposero a Rezzo alla fine del Duecento, da cui nasce l'Ormeasco di Pornassio DOC. Nelle segrete dello stesso castello affina il Metodo Classico Deperi, fatto solo con uve Pigato. È un pas dosé con perlage fine e persistente, profumi di agrumi, fiori e crosta di pane e un'acidità marcata che lo rende adatto al pesce crudo e ai frutti di mare. Nel 2014 è entrato nella Top Hundred di Golosaria, unico vino del Ponente ligure in quella selezione. L'azienda è tra le protagoniste del movimento delle bollicine liguri. Nella gamma c'è anche il Pigato Cremen, vinificato in botte di rovere francese. L'azienda fa parte delle cantine di Ranzo, borgo della Valle Arroscia noto per il Pigato, il Vermentino, il Rossese e l'Ormeasco.

🍷 Vino🫒 Olio
🐌 Presidio Slow Food

La Sereta

Oltregiogo · Fraconalto

Da non perdere: Sciroppo di rose

🐌 Presidio Slow Food

Antonia Dufour

Gaviese e Novese · Gavi

Sulle colline di Gavi, all'ingresso della casa di Vallegge, c'è una cancellata in ferro battuto a mano, a fuoco, come si faceva un tempo. Dalla sua cima Antonia Dufour ha preso il logo della sua azienda. È un simbolo: apertura a prodotti veri, sani e buoni, e chiusura a tutto ciò che è apparenza. Il cuore dell'azienda sono le rose antiche, coltivate senza alcun trattamento chimico, né sulle piante né sui fiori. Sono varietà profumate, lontane dalle rose moderne selezionate per l'aspetto, e sono la materia prima di tutto quello che esce da Vallegge. Con i petali si prepara lo sciroppo di rose, una delle preparazioni più antiche e identitarie della tradizione genovese e dell'Appennino tra Liguria e Piemonte. Un tempo si faceva in casa a primavera, quando le rose erano in piena fioritura, e si conservava per tutto l'anno: diluito nell'acqua fresca d'estate, o usato come rimedio e come dolce. Accanto allo sciroppo nascono le creme alla rosa e l'acqua di rosa, apprezzata per le sue proprietà rinfrescanti e lenitive. L'azienda è una presenza abituale alle mostre di giardinaggio del territorio e a Euroflora. Scegliere i prodotti di Antonia Dufour vuol dire sostenere chi custodisce le rose antiche e una ricetta che rischiava di restare solo un ricordo di famiglia.

🫙 Conserve

Da non perdere: Sciroppo di rose

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Rocco di Carpeneto

Ovadese · Carpeneto

Lidia Carbonetti e Paolo Baretta hanno lavorato per anni nella finanza milanese, finché hanno deciso di dare forma a un sogno: vivere lontano dalla città, in una dimensione più naturale, con il vino al centro. Si sono innamorati di un casolare in parte ristrutturato sulle colline dell'Alto Monferrato ovadese, circondato da vecchie vigne di Dolcetto, Barbera e Cortese. I proprietari di prima in parte conferivano le uve alle cantine sociali e in parte le usavano per sé. Lidia e Paolo hanno capito subito che c'era un patrimonio da valorizzare. Rocco di Carpeneto si trova su un piccolo pianoro a 280 metri, tra colline dove la vigna prevale ma non è monocoltura. È la parte del Piemonte più vicina al Mediterraneo. I vigneti sono stati piantati tra il 1955 e il 1986 e ospitano solo varietà autoctone: Cortese, Barbera, Dolcetto, Freisa e Nebbiolo, oltre all'Albarossa, un incrocio tra Barbera e Nebbiolo creato nel 1938. Le vigne sono coltivate in biologico, con attenzione alla biodiversità e al sistema naturale nel suo insieme. In cantina i vini sono rigorosamente naturali. Le fermentazioni sono spontanee, solo con lieviti indigeni, e le macerazioni lunghe. Filari e vigne diverse si vinificano separatamente, e l'intervento dell'uomo è ridotto al minimo, perché un'uva sana non ha bisogno di correzioni. Qualche vino affina anche in anfora. Il cuore del progetto è il Dolcetto di Ovada. Qui, ricordano, già nell'Ottocento l'ampelografo Gallesio considerava che il Dolcetto desse il meglio di sé. Per anni però il territorio è stato associato a vini sfusi e di quantità. Insieme a un piccolo gruppo di vignaioli, Lidia e Paolo hanno riportato in vita il consorzio dell'Ovada DOCG, preferendo il nome del luogo a quello del vitigno per legare il vino al suo territorio. Ne è un esempio lo Steira, un Ovada da un vigneto di oltre quarant'anni. Scegliere Rocco di Carpeneto vuol dire sostenere chi ha salvato vecchie vigne dall'abbandono e restituisce dignità a un vino e a un territorio a lungo sottovalutati.

🍷 Vino
🐌 Presidio Slow Food

Az. Agr. Molino Moretti

Alta Langa e Monferrato · Spigno Monferrato

A Turpino, un piccolo borgo sui calanchi che circondano Spigno Monferrato, la famiglia Moretti coltiva la propria terra da generazioni. È un paesaggio particolare, segnato dalle formazioni rocciose che in dialetto si chiamano "tuvu", ed è qui che l'azienda ha scelto la sua strada: le antiche varietà di mais piemontesi. Sono mais che l'agricoltura intensiva aveva messo da parte, sostituendoli con ibridi più produttivi ma senza storia. I Moretti li hanno selezionati e riportati nei campi con pazienza, facendone il cuore della loro produzione. A garanzia di questo lavoro c'è l'Associazione Antichi Mais Piemontesi, che tutela queste varietà e ne certifica origine e lavorazione. Il raccolto viene macinato nel piccolo mulino aziendale con macine in pietra, che lavorano lentamente e conservano profumo e sapore. Ne nascono farine capaci di riportare in tavola sapori quasi dimenticati. Oltre al mais, l'azienda coltiva altri cereali e legumi come i ceci. Dal 2013 la filiera si chiude in casa: le farine diventano prodotti da forno artigianali, cotti nel forno a legna. Dal campo al mulino al forno, tutto passa per le mani della famiglia. Scegliere Molino Moretti vuol dire sostenere chi salva la biodiversità dei cereali e il sapere antico della macinatura a pietra.

🌾 Farine e cereali🫙 Conserve

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🐌 Presidio Slow Food⭐ Vacca cabannina

Amamaja

Appennino parmense · Albareto

Giulia e Simone si definiscono custodi della fattoria Amamaja, a San Quirico di Albareto. Rifanno i passi dei nonni, mezzadri e contadini che dalla terra e dagli animali ricavavano tutto quello che avevano. In fattoria c'è un orto sinergico, cereali antichi seminati ogni due o tre anni, polli e galline ovaiole che razzolano, qualche maiale in una querceta allo stato brado. Ma la parte grossa delle giornate va alle vacche da latte, e in particolare alle cabannine: una razza in via d'estinzione di cui si sono innamorati.

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A Resta Società Cooperativa Agricola

Altre zone · Lenzari

In dialetto la "resta" è la treccia d'aglio, e da lì prende il nome la cooperativa che custodisce uno dei prodotti più identitari dell'entroterra ligure. L'aglio di Vessalico è arrivato fino a oggi grazie a pochi agricoltori ostinati, che lo hanno coltivato in piccoli campi di montagna e si sono passati di generazione in generazione i bulbi e il sapere per coltivarlo e intrecciarlo. Nel 1999 un gruppo di piccoli produttori ha fondato A Resta per salvare quest'aglio antico dalla pressione dell'agricoltura intensiva. L'anno seguente è nato il Presidio Slow Food, il primo in Liguria. La coltivazione è interamente manuale e biologica. Il clima mite della valle, tra le Alpi e il mare, e i terreni vocati danno un aglio dal profumo intenso ma dal gusto delicato, molto digeribile e capace di conservarsi a lungo. Le teste non si staccano dalla pianta: dopo l'essiccazione si scelgono per calibro e si intrecciano a coppie. Si lavora solo la mattina e la sera, quando le foglie sono umide e non si spezzano, e così l'aglio resta sano e profumato anche otto-dieci mesi dopo la raccolta. Ogni 2 luglio, come dal Settecento, Vessalico ospita la Fiera dell'aglio: i produttori scendono dalla valle con le reste e le vendono nella piazza del paese. Oltre all'aglio, la cooperativa produce olio extravergine taggiasco, confetture, nocciole, noci e la crema all'aglio di Vessalico.

🫒 Olio🌿 Erbe🫙 Conserve

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